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L’allenatore avverte il rossonero: “Non deve perdere l’umiltà”

Intervenuto ai microfoni di TMW Radio l’ex allenatore della SPAL, Leonardo Colucci, ha parlato di Francesco Camarda e del suo esordio in Champions League con la maglia del Milan. Il numero 73 del Diavolo, a soli 16 anni, è entrato nella storia dei colori rossoneri, della Serie A e della massima competizione europea. La società meneghina crede tanto nelle qualità del giovane attaccante ed è ritenuto un tassello fondamentale per il futuro del club. A confermarlo è stato lo stesso Fonseca nel corso della conferenza stampa pre Cagliari-Milan:

Camarda è un ragazzo che lavora tutti i giorni con noi, lavora bene, tutti nel club credono in lui. Per me i giocatori non hanno età, hanno qualità e lui lo dimostra. Morata in questo momento ha un ruolo molto specifico, non è solo un attaccante. Penso che Camarda sia più pronto di Abraham per fare questo ruolo, poi devo dire che Abraham sta meglio ma non totalmente bene. Ho totale fiducia in Camarda, è un ragazzo che non ha paura, che mi sembra abbia 25, 26 anni, lavora tanto per la squadra, anche difensivamente. Ieri abbiamo avuto questo problema di Morata e non ho avuto un dubbio su chi doveva giocare“.

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Camarda esordio Champions League
Camarda esordio Champions League
L’UMILTÀ UNA QUALITÀ CHE NON VA PERSA

Secondo l’ex Juve Stabia, il baby gioiello per diventare un vero top non deve perdere quell’umiltà che serve. Di seguito le sue parole a TMW Radio: “Credo che questo formi ancor di più l’aspetto caratteriale del ragazzo, dovunque lo collocano deve dare sempre il massimo: ha grande qualità e non deve mai perdere quell’umiltà che insieme alla passione ti permette di fare qualcosa in più rispetto agli altri“.

L’ex centrocampista del Verona ha successivamente continuato: Non vedo ostacoli nel suo percorso di crescita, ancora non ha raggiunto la maggiore età, e ha grandi margini di miglioramento: sono convinto che il Milan per come si sta muovendo abbia le idee chiare. Peccato per il gol annullatogli in Champions League, poteva divenire il marcatore più giovane della storia della competizione, ma rimarrà nella sua memoria l’accoglienza dello stadio e la festa che gli hanno dedicato tifosi e compagni di squadra al momento della rete e a fine partita“.

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