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Milan basta fogli excel, algoritmi e finta coesione: scommesse che sviliscono la storia

È finita come nei peggiori incubi. Il Milan perde il suo sesto derby consecutivo con un parziale di due gol fatti e ben 14 subiti. Alla storia non è bastato essere protagonista con l’imbarazzante score delle stracittadine, ha deciso di ergersi ad assoluta protagonista. Lunedì sera l’Inter suona la sesta sinfonia come colonna sonora dello scudetto 2023/24 che le ha aperto le porte verso la seconda stella.

Ci può essere scenario peggiore? Può sembrare folle come pensiero ma a mio avviso la risposto è affermativa. L’umiliante finale di stagione potrebbe essere aggravato o se preferite persino oscurato dalle scelte dirigenziali in vista del prossimo futuro. Lo dico fuor di metafora. Gerry Cardinale, Paolo Scaroni, Giorgio Furlani, Goeffrey Moncada, Antonio D’Ottavio e Zlatan Ibrahimovic sono custodi di un club che ha fatto la storia del calcio in Italia e in Europa. In quanto tali hanno il dovere di dare a questo club risorse di alto livello per renderlo realmente competitivo ad altissimi livelli. Non sono più accettabili dichiarazioni pubbliche che stabiliscono la qualificazione Champions come obiettivo stagionale.

L’AC Milan di Milano non può essere gestito da software dati con occhio attento ad un foglio excel. Questo club è storia, vittorie, campioni, emozioni, non è Footbal Manager. Un algoritmo non può stabilire cosa serva a questa squadra per tornare ad essere riconosciuto e temuto come un vero top club. Indicativa sarà la scelta del prossimo allenatore. Il timore che a posteriori potremmo vivere già di rimpianti. Personalmente considero incosciente non mettere sotto contratto un top allenatore come Antonio Conte per valutazioni che mi rifiuto possano essere addebitabili a questioni tecniche. Non entro nel merito ma mi perplime l’idea che il nuovo ciclo di questo club possa essere affidato a profili come Lopetegui, Fonseca o allenatori simili dal curriculum scarno di successi e di dubbio appeal internazionale.

Ultima considerazione rispetto alla coesione paventata da mesi. Lunedì il castello si è sgretolato. Mister Pioli dichiara urbi et orbi che la squadra è da 3 anni inferiore all’Inter (LE SUE PAROLE) mentre ieri Adli lancia un messaggio alla società molto forte. Questa squadra per vincere ha bisogno di giocatori forti (LE SUE PAROLE). Quindi in 24 ore smentite le parole dei dirigenti rossoneri secondo i quali questa rosa sarebbe stata competitiva per la vittoria finale. Se dall’interno dello spogliatoio si ha la sensazione di non essere così forti per vincere, come fai ad ambire al successo?

Forse più che fregiarsi di essere un gruppo di lavoro coeso e collegiale, sarebbe meglio affidarsi alla competenza di una figura navigata nel calcio da vertice. Stessa cosa vale per allenatori e calciatori. Le scommesse lasciamole risiedere in provincia. A buon intenditor…

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