Come l’anno scorso e come l’anno prima. Lo slogan non vuole essere un confronto con la stagione passata bensì una presa d’atto che il Milan di Stefano Pioli schiude le proprie gemme al primo alito di primavera. Anche quest’anno, dopo un periodo complicato per vicissitudini e situazione che abbiamo mandato a memoria, tra marzo e aprile la squadra arriva tirata a lucido per giocarsi obiettivi importanti.
Tre stagioni fa ritornò a correre per andarsi a prendere quella qualificazione Champions che mancava da otto lunghe stagioni, dopo l’esaltante volata scudetto e l’anno scorso la semifinale di Champions con il sogno/miracolo finale di Istanbul.
La stagione in corso è ancora lontana dall’essere etichettata come fallimentare. A mio avviso sono tre i grandi obiettivi per i quali il Milan deve lottare in questi ultimi due mesi. Il primo è il mantenimento della seconda posizione in classifica. Certo, i secondi restano sempre i primi tra gli sconfitti e questo “titolo” fa ancora più male se a vincere sono i cugini interisti. Va detto che la seconda posizione ti garantisce la partecipazione alla final fuor della prossima edizione della Supercoppa Italiana e quindi potenzialmente il prossimo anno ci sarebbe un altro trofeo per cui lottare.
Il secondo è il derby del prossimo 22 aprile. Vincerlo sarebbe fondamentale per creare entusiasmo, interrompere l’orribile score di 5 sconfitte consecutive e infine, motivazione non di poco conto, impedire all’Inter di festeggiare lo scudetto proprio in quella occasione.
Ultimo ma non per importanza è il cammino in Europa League. Il desiderio ampiamente dichiarato da tutti è regalarsi la finale di Dublino. Però prima ci sarà da superare il difficilissimo ostacolo del “derby europeo”. Domani arriverà a San Siro una Roma totalmente rigenerata dalla cura De Rossi e con l’entusiasmo a mille dopo il derby vinto. Come ogni anno il Milan arriva agli appuntamenti primaverili nel miglior modo possibile. Domenica ha inanellato la settima vittoria consecutiva tra campionato e coppe. Risultato che non si verificava da ben 17 anni. E poi la condizione fisica è ottimale e si riflette nella qualità del gioco. Certo preoccupano e non poco i tanti spazi in fase difensiva che ancora vengono lasciati alle squadre avversarie.
La doppia sfida europea alla Roma e il derby scandiscono i prossimi 15 giorni che ai fatti possono rappresentare una finestra sul futuro del Milan. A proposito del divenire di questa squadra, vi siete chiesti cosa cova il pensiero di Zlatan Ibrahimovic? Il nuovo Senior Advisors di RedBird, fatte salve le parole di circostanza in eventi ufficiali, non si è mai concretamente esposto sul presente e a maggior ragione sul futuro. La sensazione è che stia ridisegnando il Milan del futuro nel silenzio. È evidente che il suo restyling va a toccare tutti i settori del club. Dall’area dirigenziale a quella tecnica.
Analizzando la cronologia degli eventi, dopo la sua ufficialità c’è stata un’accelerata sull’allestimento dell’Under 23. Da qui la “chiaccherata avanzata” con Jovan Kirovsky, suo DS ai tempi dei Los Angeles Galaxy. A Milano ricoprirebbe la stessa mansione nella futura under 23 e del settore giovanile nonostante circa un’anno fa veniva ingaggiato Vincenzo Vergine per questo ruolo. Sempre dagli States Ibra, per la prossima stagione, sta pensando di rinforzare lo staff atletico portando a Milanello Steve Tashjian, ex Head of Performance della Nazionale maschile USA.
Scelte e movimenti, prodromi di cambiamenti radicali che albergano solo ed esclusivamente nella testa del campione svedese. Ora testa a queste settimane da vivere ad alta tensione emotiva. Ci sarà modo e tempo per pensare al Milan del futuro firmato Zlatan Ibrahimovic.
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