Il tema legato alla possibilità di vedere per la prima storica volta un match di Serie A disputato al di fuori dai nostri confini ha fatto discutere per mesi. Chiacchere delle quali, alla fine dei conti, non se ne farà nulla. Perché Milan–Como andrà in scena a San Siro, in un’altra data rispetto a quella prefissata causa Olimpiadi Invernali. Nelle ultime settimane sembrava ad un passo l’ufficialità legata allo spostamento del match in Australia, a Perth. Il clamoroso retrofront, secondo il noto giornalista, ha due grandi sconfitti.
Intervenuto nel corso dell’ultima puntata di “Fontana di Trevi“, podcast di Cronache di Spogliatoio, Giuseppe Pastore ha così analizzato la questione. Di seguito un estratto delle sue parole.
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LE DICHIARAZIONI
“Che si tratti di una figuraccia di tutti gli agenti in campo mi pare abbastanza assodato. Aggiungo una cosa che mi pare sia stata sottovalutata. A me pare che il grande sconfitto della vicenda, proprio perché era la parte politica che aveva più spinto per organizzare questa bizzarra trasferta in Australia, sia il Milan. Sia soprattutto Giorgio Furlani, che era il principale, se non l’unico soggetto che ha spinto… neanche al Como cambiava la vita. Il grande promotore dell’iniziativa è stato il Milan, già dall’estate come ha detto più volte la Lega. Erano contrari anche i giocatori e Allegri.
Non c’è un solo tifoso che era favorevole a questa trasferta in mezzo alla stagione con sette ore di fuso orario, diciotto ore di volo, trenta gradi di differenza ecc. Quindi è una brutta figura, che secondo me brucia molto alla società che l’aveva caldeggiata, per motivi che non sono sportivi ma puramente economici. Detto che i numeri che giravano sono cifre abbastanza irrisorie, che potevano essere superati anche dalla vittoria in Supercoppa col premio in milioni di euro”.
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