Il matrimonio tra Sergio Conceicao e i rossoneri sembrava iniziare nel migliore dei modi. Alla sua prima partita, disputata appena due giorni dopo il suo arrivo a Milano, è arrivata una vittoria in semifinale contro la Juventus in Supercoppa italiana. Ma il vero trionfo è arrivato pochi giorni più tardi: in finale, contro la storica rivale Inter, il Milan ha conquistato il derby alzando in cielo il trofeo. Un successo che porta la firma di Conceicao, il quale, nonostante il tempo limitato a disposizione, ha lavorato instancabilmente con la squadra raggiungendo l’obiettivo.
Con il passare dei mesi, però, la situazione è cambiata. Il club di via Aldo Rossi non è riuscito a superare la fase a gironi della Champions League, e il cammino in campionato è più in salita che mai. La società milanista potrebbe seriamente prendere in considerazione l’idea di separarsi dal tecnico portoghese già al termine della stagione. Secondo quanto rivelato dal noto giornalista de La Gazzetta dello Sport, Luca Bianchin, sembra che sia tornato di moda il nome di un allenatore già accostato al Milan: Antonio Conte.
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Di seguito le sue parole ai microfoni del podcast “La Tripletta”:
“È tornato a circolare negli ultimi giorni il nome di Antonio Conte. Non vuol dire nulla, però, sentite le parole dello stesso Conte che sanno un po’ di rottura con il Napoli, il quadro è tornato ad avere un senso. Conte non è stato scelto dal Milan, è stato rifiutato dal club dopo che l’ex ct si era proposto, ma ora torna ad essere una situazione in cui entrambe le parti hanno esigenze comuni. È ancora tutto da scrivere, il Milan deve ancora decidere chi prendere come direttore sportivo, quindi figuriamoci se hanno scelto l’allenatore. Però cominciano i primi pensieri. Ipotesi Gasperini? Conte è più una garanzia. Mi sembra avere le carte per sistemare quello che c’è da sistemare al Milan. Gasperini è affascinante, ma ci sono dei punti di domanda, come il fatto di non essere mai stato testato in un top club. Oltre all’esperienza all’Inter, terminata per colpa di un gruppo di senatori che lo rifiutava dal primo giorno, non ha avuto altre esperienze del genere”
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