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Altro crollo, stesso copione e il Milan dice (quasi) addio all’Europa: un dato fa tremare

Il Milan cade a San Siro nella notte di Pasqua, sconfitto 1-0 dall’Atalanta nella sfida valida per la 33ª giornata del campionato di Serie A. Un ko pesante, non solo per la classifica ma anche per il morale di un ambiente che sperava di chiudere la stagione quantomeno in crescendo. Il gol decisivo di Ederson, letale come spesso accade nei match ad alta tensione, ha regalato tre punti fondamentali ai bergamaschi e ha, al tempo stesso, allontanato ancora di più i rossoneri dal treno europeo.

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La classifica ora è impietosa: a cinque giornate dalla fine, il Milan è praticamente tagliato fuori dalla corsa a qualsiasi competizione UEFA per la prossima stagione. Anche l’obiettivo minimo – la Conference League – sembra ormai sfumato. A tenere viva una tenue speranza resta soltanto la Coppa Italia, dove una vittoria finale garantirebbe l’accesso diretto all’Europa League. Ma si tratta di un percorso complicato e tutt’altro che scontato, specialmente alla luce dell’andamento recente della squadra.

Crollo con le big: un rendimento preoccupante

A far riflettere in maniera ancora più profonda sono i numeri relativi agli scontri diretti. Contro le prime otto squadre della classifica, il Milan ha mostrato tutti i suoi limiti, non riuscendo mai a imporsi con continuità né a tenere il passo delle dirette concorrenti. Il bilancio è eloquente: una sola vittoria – nel derby d’andata contro l’Inter – a fronte di otto sconfitte e cinque pareggi.

Le sconfitte sono arrivate in serie e in alcuni casi in maniera netta: doppio ko contro Napoli e Atalanta, sconfitte con Juventus, Fiorentina, Lazio e Bologna. Ai pareggi contro Inter, Roma, Juventus, Fiorentina e Lazio si aggiunge un altro dato sconcertante: il totale dei punti raccolti in questi 14 scontri diretti è fermo a quota 8, su un massimo possibile di 42.

Milan
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Un segnale chiaro sullo stato del progetto tecnico

Questo rendimento deludente certifica le difficoltà strutturali della squadra, che fatica a trovare equilibrio nei momenti decisivi e si dimostra spesso incapace di gestire le partite ad alta intensità. Il Milan, che a inizio stagione ambiva a un piazzamento Champions, si ritrova ora senza identità, con un cammino in campionato ben lontano dalle aspettative di società e tifoseria.

In attesa delle riflessioni che inevitabilmente arriveranno a fine stagione, appare evidente la necessità di un cambio di rotta. Sul campo, ma anche a livello gestionale. Le scelte future saranno decisive per comprendere se questa annata rappresenti solo una parentesi negativa o l’inizio di un ciclo da rifondare.

L’Europa, intanto, si allontana. E con essa, anche molte certezze.

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