Contro la Lazio è arrivata una rimonta che ha salvato il Milan dalla sconfitta, ma la prestazione ha confermato alcune difficoltà già emerse in questo avvio di stagione. I rossoneri hanno ancora bisogno di tempo per assimilare completamente le idee del nuovo allenatore.
Il Milan di ieri sera all’Olimpico ha mostrato ancora una volta di essere una squadra dalle due facce. Un primo tempo quasi da dimenticare, seguito da una ripresa completamente diversa, nella quale i rossoneri hanno trovato la forza e la personalità per reagire al doppio svantaggio e strappare un punto contro la Lazio.
Sotto di due reti, la formazione di Ruben Amorim ha cambiato atteggiamento nella seconda parte di gara, riuscendo a rimettere in equilibrio una partita che sembrava ormai indirizzata verso i biancocelesti. A firmare la rimonta è stato Diego Moreira, autore di una doppietta e premiato come MVP della sfida.
Un pareggio che lascia quindi sensazioni contrastanti. Da una parte la reazione della squadra, capace di non arrendersi dopo un primo tempo complicato; dall’altra, l’ennesima partenza negativa che evidenzia un problema sul quale Amorim dovrà necessariamente intervenire.
Un Milan ancora alla ricerca della propria identità
Il percorso del nuovo Milan è ancora nelle sue fasi iniziali. Amorim ha introdotto idee e principi di gioco differenti, avviando una vera e propria trasformazione sotto il profilo tattico. Per vedere una squadra capace di applicare con continuità e automatismi le richieste del tecnico portoghese, però, serviranno tempo, allenamento e pazienza.
La partita dell’Olimpico ha confermato quanto il processo di costruzione sia ancora in corso. Il Milan alterna momenti di grande intensità e qualità ad altri nei quali la squadra sembra perdere riferimenti e compattezza.
Non è dunque soltanto una questione di risultati. I rossoneri devono ancora trovare una precisa identità e, soprattutto, riuscire a mantenere lo stesso livello di prestazione per tutti i novanta minuti.
Il dato Opta sui primi tempi
A rendere ancora più evidente il problema è il dato riportato da Opta relativo ai primi tempi disputati dal Milan in questo avvio di campionato. Le difficoltà mostrate nei primi 45 minuti non sembrano infatti essere un episodio isolato.
La gara contro la Lazio ne è stata l’ennesima dimostrazione: un Milan spento, poco incisivo e in difficoltà nel contenere l’avversario, prima della reazione nella ripresa.
È proprio la continuità uno degli aspetti sui quali Amorim dovrà lavorare maggiormente. Una squadra che ambisce a essere protagonista non può permettersi di regalare sistematicamente una parte della partita agli avversari, soprattutto contro formazioni organizzate e di qualità.
Tempo sì, ma il Milan deve accelerare
È ancora presto per esprimere giudizi definitivi. La stagione è appena iniziata e il nuovo allenatore ha bisogno di tempo per trasmettere alla squadra la propria filosofia calcistica. Il lavoro quotidiano sarà fondamentale per trasformare le nuove idee in automatismi e, soprattutto, per costruire quella compattezza che al momento sembra ancora mancare.
Allo stesso tempo, però, il calendario corre e il Milan non può permettersi di rimandare troppo a lungo l’appuntamento con la propria identità.
La rimonta dell’Olimpico rappresenta un segnale positivo per carattere e reazione, ma il primo tempo contro la Lazio deve diventare un campanello d’allarme. Amorim ha ancora molto lavoro davanti a sé: il Milan è un cantiere aperto e la priorità è trovare al più presto una quadra, evitando che i problemi già evidenziati in questo inizio di stagione diventino una costante.
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