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Milan e Inter non ci stanno e inviano una lettera al comune: il motivo

San Siro

Continua a tenere banco, nel comune di Milano, la questione concernente il progetto del nuovo stadio San Siro. La società del Milan non ha gradito il tempo che si sta perdendo attorno al progetto del nuovo stadio presentato ormai qualche anno fa. Nel caso non si dovessero trovare le dovute soluzioni, il club rossonero andrebbe sempre più intenzionato a costruirsi uno impianto di proprietà. L’Inter probabilmente potrebbe percorrere la stessa via dei cugini e andare altrove per costruirsi un loro stadio.

Milan e Inter, prima di procedere, avrebbero voluto garanzie sul progetto. Le due squadre di Milano però, hanno perso la pazienza e hanno deciso di inviare una lettera al Comune di Milano per chiedere chiarezza su eventuali vincoli sullo Stadio San Siro e su un possibile referendum milanese.

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La lettera

“Appare opportuno formulare alcune considerazioni relative alla definizione dell’iter procedimentale delineato nella suddetta nota. Ciò al fine di consentire alle scriventi società di definire con chiarezza le condizioni che consentano di proseguire nello sviluppo della Proposta già dichiarata al pubblico interesse da codesta spett.le Amministrazione Comunale. Nel costante spirito di collaborazione che sino ad oggi le società proponenti hanno dimostrato, risulta essenziale procedere con qualsiasi integrazione, ricevere risposte in ordine ad alcuni profili la cui definizione – per l’impatto progettuale, operativo ed economico che può comportare per le proponenti – costituisce presupposto essenziale per poter procedere con qualsivoglia ulteriore integrazione del PFTE relativo alla proposta”.

Le due società quindi, vogliono più chiarimenti e vorrebbero anche sapere, nel caso, le modalità con cui il Comune intenderebbe agire con un possibile referendum cittadino.

“In ragione delle considerazioni sopra delineate – fatta salva la valutazione in merito alla necessità di procedere in questa fase ad un ulteriore integrazione – si ritiene comunque opportuno attendere i richiesti chiarimenti e conseguentemente si fa istanza per una sospensione del termine di 90 giorni assegnato nella nota in oggetto; sospensione che si ritiene necessaria al fine di contemperare i diversi interessi, pubblici e privati, considerate le importanti certezze che afferiscono alle obbligatorie attività dell’Amministrazione”

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