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Milan e la continuità silenziosa che sta facendo la differenza

Per Alessandra Gozzini il vero segreto della stagione del Milan non è nascosto in un singolo interprete o in una scelta tattica, ma in un dato preciso: il rendimento in trasferta. La giornalista lo sottolinea su La Gazzetta dello Sport, mettendo in fila numeri che raccontano meglio di qualsiasi analisi la solidità dei rossoneri.

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Imbattuti fuori casa

Insieme al Bayern Monaco il Milan è poi una delle due sole squadre ancora imbattute in trasferta nei cinque grandi campionati europei in corso”. Una frase che pesa, perché colloca i rossoneri in una dimensione internazionale e certifica una continuità rara. Non si tratta solo di risultati, ma di mentalità, di capacità di reggere la pressione anche lontano da San Siro.

Una serie che può allungarsi

La serie si può ampliare e costituisce il vero presupposto della forza d’urto della squadra”, scrive ancora Gozzini, spiegando come questa solidità esterna abbia un impatto diretto sulla corsa al vertice. Una convinzione condivisa anche dallo spogliatoio, come emerge dalle parole di Rabiot: “di tenere ancora aperto il campionato. Senza di noi sarebbe già finito”.

Il confronto con il passato

I numeri raccontano una striscia importante: con 14 successi e 8 pareggi, il Milan è rimasto imbattuto per almeno 22 gare consecutive in un singolo campionato di Serie A, cosa che non accadeva dalla stagione 1992-93, quando la squadra di Fabio Capello arrivò a 23 partite senza sconfitte. Quel Milan era costruito per dominare in Italia e in Europa, mentre quello attuale è ancora in piena ricostruzione, ma qualche analogia è legittima.

Solidità e gol distribuiti

La difesa di allora fu la meno battuta del campionato, con 34 reti subite in 32 partite. Il Milan di oggi vanta la terza miglior retroguardia della Serie A, dietro a Roma e Como: 17 gol incassati in 23 gare, una media di 0,7 a partita. In attacco non c’è un bomber unico come Van Basten o Papin, ma una produzione più diffusa, con Pulisic a quota 8 gol e Leao a 7.

Continuità che fa sperare

Al posto del giovane Boban c’è oggi Modric, campione a fine carriera ma ancora decisivo per qualità ed esperienza. Il Milan di Allegri ha perso all’esordio contro la Cremonese, poi non si è più fermato. E proprio lontano da casa continua a costruire le basi della sua forza.

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