Parliamoci chiaro, siamo vicini ad un punto di svolta della stagione, per forza. Le parole di Fonseca dopo il match con lo Stella Rossa sono troppo forti per non provocare dei cambiamenti. Ciò che bisogna capire è la natura di questi cambiamenti. Io al momento vedo solo due soluzioni: o la squadra reagisce, un po’ come ha fatto Leao in seguito al periodo trascorso in panchina, oppure inevitabilmente il connubio tra Fonseca e il Milan è destinato a concludersi molto prima del previsto.
Se dovesse arrivare un passo falso con il Genoa, o con il Verona nel match successivo di campionato, non vedo come il tecnico portoghese non possa essere considerato a serio rischio esonero. Anche perché la classifica purtroppo parla chiaro e ci racconta di un Milan a -9 dal quarto posto. E anche perché lo sfogo post Stella Rossa non è affatto il primo episodio di questo tipo che avviene in stagione: dall’ammutinamento del cooling break di Lazio-Milan, passando per i rigori di Fiorentina-Milan.
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Che cosa accadrà dunque? Ovviamente nessuna qua ha la sfera di cristallo (e forse è meglio così, perché se avessi potuto vedere nel maggio 2022 la trasformazione avvenuta in questi ultimi due anni e mezzo al Milan, allora mi sarebbe venuto il magone), ma non ci resta che sperare nel senso di responsabilità dei ragazzi e nel proprio attaccamento alla maglia. Theo Hernandez è inevitabilmente il volto principale della crisi rossonera. Trascinatore tecnico e caratteriale della squadra, da più di un anno sembra aver intrapreso una spirale involutiva troppo brutta per essere vera. È un problema fisico il suo? Oppure è un periodo no? Boh, però Theo è obbligato a reagire, perché è un giocatore troppo importante per questa squadra.
Ovviamente il francese non è la causa di tutti i mali della squadra, ci mancherebbe. È tutto il gruppo a dover dare qualcosa in più sul piano della concentrazione, perché non è colpa di Theo se Musah non scarica velocemente il pallone e provoca il gol dello Stella Rossa, oppure se Emerson si dimentica di marcare Lookman su un calcio d’angolo alla fine di una partita decisiva. E stiamo parlando di due calciatori che sul piano dell’impegno non hanno mai fatto mancare nulla alla squadra.
Tuttavia è noto a tutti che Theo, Rafa, Maignan e Pulisic abbiano la capacità di trascinare letteralmente in campo tutti i propri compagni. Se loro giocano bene è molto raro che il Milan non vinca. E Fonseca? Che gli si può dire al buon Paulo? Io vedo un allenatore che le sta provando tutte a svegliare un gruppo che a volte sembra apatico. Credo che il tecnico sia il più triste di tutti, perché si rende conto di avere in mano una squadra che potenzialmente può giocarsela con tutte le big europee…eppure è settimo in campionato.
Peccato che questa fase molto delicata della stagione coincida con la celebrazione dei 125 anni del Milan. Sarebbe stato bello poter festeggiare in un clima degno di un evento del genere. Un clima da 2022 per intenderci: un allenatore amato in panchina, ragazzi come Tonali in campo, Maldini in tribuna da dirigente…altri tempi, altri tempi.
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