La mancata qualificazione in Champions League è stata una sciagura per il Milan non solo dal punto di vista sportivo, bensì anche per quanto concerne il lato economico. Il piazzamento tra le prime quattro di Serie A avrebbe consentito al club di via Aldo Rossi di fare mercato più liberamente e di tenere i pezzi pregiati della rosa. Con l’Europa League sono cambiati gli scenari. È cambiato anche l’assetto societario: Cardinale ha fatto fuori Furlani, Moncada, Tare e Allegri in un colpo solo. È iniziata così la rivoluzione targata RedBird.
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Il patron del Milan e Zlatan Ibrahimović – unico baluardo dell’imprenditore americano – si sono avviati per trovare un amministratore delegato, un direttore sportivo e un allenatore. Per quanto riguarda la guida tecnica, si è parlato di Andoni Iraola. L’intento della società rossonera è quello di trovare un mister che proponga un calcio propositivo. E lo spagnolo che ha portato il Bournemouth in Europa League ha dimostrato di saperlo fare. Il 3-5-2 è sempre più lontano, motivo per il quale occorre trovare dei giocatori adatti a un modulo incline a un calcio non speculativo. Può tornare il 4-2-3-1, l’ultimo modulo che ha portato lo Scudetto sulla sponda rossonera del naviglio.
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, in Casa Milan sono emersi dei dubbi in merito al futuro di Strahinja Pavlović. Il difensore centrale serbo è stato uno dei pochi giocatori che nella passata stagione ha compiuto un salto di qualità. Il club rossonero vorrebbe provare a tenere l’ex Lipsia, ma un’offerta importante di tipo 40 milioni dalla Premier League, dove il classe 2001 gode di apprezzamenti da parte di alcune squadre, può far vacillare la posizione del Diavolo.

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