Prosegue senza sosta l’inchiesta sugli ultras di Inter e Milan, e ora è il momento di fare il punto della situazione. Il 30 settembre scorso, l’arresto di 19 ultras, tra rossoneri e nerazzurri, ha scosso il mondo del calcio, portando alla luce nuovi dettagli importanti grazie al lavoro dei PM Paolo Storari e Sara Ombra. L’indagine, tuttora in corso, ha sollevato domande anche su alcuni tesserati dei due club, e la pausa per le Nazionali potrebbe rivelarsi un momento cruciale per far progredire ulteriormente l’inchiesta.
Le prossime tappe dell’inchiesta sugli ultras di Inter e Milan
Nei prossimi giorni, alcuni tesserati di Inter e Milan dovranno presentarsi in Procura per rispondere alle domande degli inquirenti. Tra questi, Davide Calabria, capitano rossonero, e diversi volti noti del mondo nerazzurro, come Beppe Marotta, Javier Zanetti e Nicolò Barella. Anche Hakan Çalhanoğlu e l’ex interista Milan Škriniar, attualmente impegnati con le rispettive Nazionali, saranno chiamati a rispondere agli inquirenti.
Simone Inzaghi, allenatore dell’Inter, è già stato ascoltato in Procura questa mattina, in un incontro durato meno di un’ora. Le domande si sono concentrate sulle sue conversazioni con Marco Ferdico, ex capo ultras della Curva Nord, che avrebbe esercitato pressioni per ottenere biglietti extra per la finale di Champions League contro il Manchester City.
Nessun indagato tra i tesserati, ma attenzione agli sviluppi
È fondamentale chiarire che nessuno dei citati risulta indagato; tutti sono ascoltati come persone informate sui fatti. Tuttavia, poiché non sono sotto indagine, non potranno avvalersi della facoltà di non rispondere, un punto che potrebbe avere conseguenze importanti se non collaborassero appieno con le autorità.

L’ombra dell’Articolo 4 e il ruolo della FIGC
Parallelamente all’inchiesta giudiziaria, la FIGC ha avviato un’indagine sportiva. Il procuratore federale Giuseppe Chiné esaminerà gli atti disponibili per valutare se ci sono i presupposti per procedere o archiviare il caso. Si parla spesso di possibili violazioni dell’Articolo 25, che potrebbe comportare ammende, diffide, inibizioni o squalifiche. Ma la vera attenzione si concentra sull’Articolo 4, che richiama i principi di lealtà, correttezza e probità.
La situazione resta in bilico, e fino a quando il procuratore non si esprimerà ufficialmente, tutte le opzioni restano aperte. Anche se nessun tesserato è attualmente a rischio sanzioni, lo scenario potrebbe cambiare improvvisamente, e quindi è prematuro tirare conclusioni affrettate.
L’inchiesta è destinata a tenere banco nelle prossime settimane, con possibili ripercussioni sul calcio italiano e sui club coinvolti.
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