Sono passati poco più di 48 ore dall’inizio ufficiale della nuova stagione del Milan targata 2024/25. La sala conferenze di Casa Milan come palcoscenico che ha visto alzarsi il sipario sui due attori principali. Paolo Fonseca, neo tecnico rossonero, introdotto dal “padrone” di casa Zlatan Ibrahimovic, Senior Advisor Red Bird Capital.
L’inizio di una nuova stagione è come il sequel di un film. Dopo un finale, appassionante o deludente che sia, c’è grande attesa per la nuova uscita. Nuove idee, nuovi personaggi, intrighi e trame che alzano il livello dell’aspettativa. Dal fischio finale di Milan – Salernitana, la data di lunedì 8 luglio era cerchiata in rosso. Va detto che già il “trailer” non lasciava ben sperare e la première della nuova stagione ha confermato le sensazioni delle ultime settimane.
Ci eravamo lasciati così: “La pazienza è finita. Il Milan non è un prodotto su cui speculare e Milano non è una piazza che si accontenta di partecipare”. La primavera faticava a prendersi la scena e molte famiglie rimandavano il cambio di stagione. Ore le temperature si sono innalzate. Alcune spiagge sono state già prese d’assalto dai primi fruitori di ferie estive e molti altri sono in attesa di partire.
Eppure ci ritroviamo così: “Con l’ormai tradizionale raduno di Milanello, lunedì prende il via ufficialmente la nuova stagione del Milan, ma a differenza di quanto avviene da diversi anni a questa parte, la tifoseria organizzata non sarà presente... Avremo tempo e modo di salutare la squadra come di consuetudine, prima dell’inizio del campionato. Nel frattempo attendiamo fiduciosi… Con il Milan nel cuore, sempre!”
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La firma è sempre la stessa, il cuore pulsante del tifo rossonero. La Curva Sud si fa portavoce del pensiero di tanti a certificare un progetto indecifrabile, raccontato male e nullo nella parte esecutiva. Tutto può essere ribaltato entro il 31 agosto e in questo auspicio va letto l’atto di fede dei circa 40 mila tifosi che hanno già sottoscritto il loro abbonamento. Salto nel buio che una società attenta e una dirigenza sensibile e competente non può non “ascoltare”. Intanto sembra che nulla sia cambiato dallo scorso maggio. È come se si fosse rotto qualcosa. Nulla di così irreparabile ma al contempo difficilmente superabile a stretto giro di posta.
Lo scetticismo per la scelta dell’allenatore, non più dichiarato apertamente, è pronto a prendersi la scena alle prime difficoltà. Il rimpianto per una vasta gamma di scelte potenziali di alto livello per la panchina non prese in considerazione, potrebbe palesarsi ai primi rintocchi stonati autunnali. La gestione della trattativa Zirkzee, a prescindere dalle questioni etiche ed economiche, è una spina che rischia di infettare un ferita che inizia a bruciare e non poco. A maggior ragione se si pensa che è stato un profilo seguito e bloccato da mesi. Non basterà infarcire la comunicazione di slogan del tipo “Non è l’unico profilo… Abbiamo le idee chiare su chi arriverà… Stiamo parlando, stiamo valutando ma non c’è fretta“ per distogliere l’attenzione e mettersi tutto alle spalle.
I margini d’errore, in termini di tollerabilità, si sono ridotti all’osso. Dimostrazione ne è l’atmosfera cupa intorno alla squadra il giorno del ritiro, da sempre momento atteso e di festa, nonostante si arrivi da un secondo posto conquistato nella passata stagione. La sensazione è che la gente sia un po’ stanca dei tanti slogan.
“Il Milan non vince, il Milan fa la storia“ oppure “Il Milan vuole vincere non solo oggi anche domani” sono pensieri e convinzioni che da 125 anni fanno parte del DNA di ogni tifoso rossonero. Da Cardinale ed Ibra ci si aspetta di più. Molto di più. Se fatti concreti, ancora meglio.
“Dio non ha creato il mondo solo in un giorno ma in sette. Noi siamo al primo giorno”. Il beneficio del tempo e del lavoro va concesso nonostante sia messa in discussione la credibilità. Magari Zlatan nel suo “slogan quotidiano” ha spinto un po’ troppo sull’ottimismo. Allo scoccare della settimana biblica servirà una narrazione intrisa di fatti.
A Mister Fonseca invece, va tutto il sostegno per un lavoro che non si presenta semplice. Migliorare lo scudetto vinto, i due secondi posti e la semifinale di Champions sarà complicato. L’ambiente e un progetto tecnico non ancora decollato e al momento non all’altezza, rende lo slogan del tecnico lusitano l’unico credibile e tollerabile in relazione alla sua nuova avventura rossonera: “La fretta è nemica delle perfezione”.
Il volto di un uomo sensibile, gentile, un professionista scrupoloso e rispettoso sono una piacevole ventata di aria fresca per un ambiente che rischia di incancrenirsi in un pessimismo preconcetto.
Ad Maiora Mister Fonseca.
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