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Milan e Inter, è sfida globale: a chi il derby del bilancio?

indagine milan

Ancora poche ore e cesserà l’attesa di un derby di Champions, remake della sfida di vent’anni fa. Tra Milan e Inter non soltanto in palio la supremazia cittadina bensì, ancora una volta, la finale di Istanbul del prossimo 10 giugno. Mentre il tecnico nerazzurro e alle prese con problemi d’abbondanza, Stefano Pioli pensa a sopperire all’assenza di Leao.

Ma per commenti e sentenze, bisogna aspettare il campo. Ciò che invece può essere soggetto ad analisi è il derby del bilancio. Lo fa con la solita dovizia di particolari Calcio e Finanza attingendo ai dati del Football Strategy tool di PwC, lo strumento che la nota società di consulenza ha realizzato per aiutare il management delle società calcistiche a prendere decisioni strategiche misurando le performance finanziarie, sportive e di coinvolgimento dei tifosi.

Ecco stralci dell’analisi tratta dalla redazione di Calcio e Finanza:

I RICAVI – Negli ultimi anni, l’Inter ha sempre registrato un fatturato complessivo maggiore rispetto ai rivali cittadini. Un delta massimo di quasi 200 milioni di euro nella stagione 2018/19, spinto dalla partecipazione alla Champions League e dal fattore plusvalenze in particolare. La media negli ultimi cinque esercizi è stata pari a una differenza di fatturato in favore dell’Inter per 142 milioni.

Anche nel 2021/22, anno in cui il Milan ha conquistato lo scudetto proprio davanti ai nerazzurri, questi ultimi hanno avuto ricavi complessivi maggiori, pari a 439 milioni rispetto ai 297 milioni dei rossoneri. In particolare grazie alle plusvalenze derivanti dalle cessioni di Hakimi e Lukaku. Proprio il calciomercato è stata la grande differenza a livello di delta di fatturato nell’ultima stagione. L’Inter ha incassato 99 milioni in più rispetto ai rivali, con conti invece a favore dei rossoneri per quanto riguarda i ricavi commerciali (+28 milioni).

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I costi del personale che nelle ultime stagioni sono sempre stati maggiori per l’Inter. La media nelle ultime cinque stagioni è di 45,4 milioni spesi in più in stipendi e salari da parte del club nerazzurro rispetto ai rossoneri. Il massimo è stato toccato nel 2020/21. La differenza è stata pari a 91,9 milioni di euro. Mentre nella passata stagione il delta ha toccato i 78,2 milioni di euro, nonostante poi in campo abbia prevalso il Milan in campionato.

PERDITE NETTE DI BILANCIO – L’Inter è passata infatti dal -17 milioni del 2017/18 fino a raggiungere un rosso di 245,6 milioni nel 2020/21. Calato poi a 140 milioni grazie in particolare all’impatto delle plusvalenze di cui sopra. Al contrario, il Milan nel 2019/20 ha toccato il rosso record di 194 milioni. Perdita poi in calo fino al -66 milioni del 2021/22 che, nella stagione in corso, dovrebbe addirittura trasformarsi in un utile grazie al rendimento in Champions League.

LIVELLO PATRIMONIALE – A livello invece di stato patrimoniale, al 30 giugno 2022 l’Inter registrava un impatto maggiore dalle immobilizzazioni immateriali (546 milioni rispetto ai 320 milioni del Milan). Per il club guidato da Suning, a livello patrimoniale è importante la differenza rispetto ai rivali sia per quanto riguarda la posizione finanziaria netta (-350 milioni rispetto al -28 del Milan) e per quanto riguarda il patrimonio netto, negativo per 86 milioni (situazione concessa dalle disposizioni del governo per gli anni della pandemia) rispetto ai 131 milioni in positivo dei rossoneri. 

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