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Milan-Lazio e il rigore da 4 punti, forse ci si doveva accontentare?

Maignan

“Questa volta è finita sul serio”. Negli ultimi due mesi si è parlato una marea di volte di “ultima chance Milan” per la corsa al quarto posto. Ma lo scontro diretto con la Lazio era probabilmente l’ultima vera occasione per restare in lotta. Con undici partite rimanenti il Milan dovrebbe fare almeno dieci vittorie per sperare minimamente in un miracolo. Ma al momento la squadra non trasmette questa sensazione, tra polemiche dentro e fuori dal campo, voci che filtrano dallo staff dell’allenatore e che poi vengono smentite e tanto altro. Insomma, quest’anno non ci siamo fatti mancare nulla.

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Ma vorrei tornare un attimo su Milan-Lazio e su quel rigore procurato da Isaksen, provocato dall’uscita di Maignan e poi segnato da Pedro al 98º. Il Milan è al momento a nove punti dalla Lazio quinta in classifica. Inoltre ha gli scontri diretti a sfavore, quindi i rossoneri dovrebbero recuperare 10 punti in queste ultime giornate per sopravanzare i biancocelesti. Probabilmente è un pensiero inutile, ma il rigore di domenica sera rischia di pesare tantissimo, e tecnicamente vale quattro punti, ora mi spiego. La Lazio ora ha 50 punti, mentre il Milan 41, senza quel rigore i romani ne avrebbero avuti 48, mentre il Diavolo 42. Inoltre gli scontri diretti sarebbero stati in parità. E dato che la differenza reti del Milan è quasi uguale a quella della Lazio, la squadra di Conceiçao poteva ancora considerarsi a 6 punti dal quinto posto.

I rossoneri hanno vissuto quella fase finale del match come un dentro o fuori, come una sfida in cui vincere era l’unico risultato possibile per sperare di non perdere ulteriori punti sulla Juventus. Forse però a mente fredda, considerando l’ingiusta inferiorità numerica, si poteva ragionare sul fatto che il pareggio non era proprio un risultato da buttare. Perché la Lazio poteva rappresentare ancora un obiettivo importante per la classifica.

La disperazione di Leao al termine del match

Sappiamo bene che il quinto posto non vale l’accesso diretto alla Champions League. Tuttavia il gap tra Italia e Spagna è ancora abbastanza sottile da poter sperare nella rimonta. Nel caso in cui la Serie A dovesse riuscire nell’impresa di confermare il quinto posto in Champions, quel rigore al 98º rischierebbe di assumere un peso specifico davvero rilevante. Ovviamente è presto per dirlo, anche perché il Milan al momento sembra tutto tranne che una squadra in grado di rimontare diversi punti sulle formazioni che attualmente la precedono in classifica.

Però mai dire mai, il calcio è strano. Se a volte basta il nulla per sancire la parola fine a dei cicli positivi, in altre occasioni basta poco, anche soltanto l’inserimento di un paio di calciatori nelle rotazioni, per riportare fiducia e slancio in ambienti devastati dalla negatività. Ripeto, purtroppo non penso che questo possa essere il caso. Però sperare non costa nulla, almeno per finire la stagione in modo dignitoso e magari avere qualche rimpianto su quel rigore segnato da Pedro. Non possiamo sapere quanto varrà il quinto posto a fine anno, ma i rossoneri hanno l’obbligo di cercare di finire più in alto possibile in classifica.

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