Dopo una lunga pausa per gli impegni delle nazionali, il Milan è tornato in campo per affrontare il Napoli in una partita decisiva per entrambe le squadre. Per i partenopei, infatti, si trattava di un match cruciale nella lotta per lo scudetto, un’occasione da non fallire per mantenere vive le speranze di titolo. Per il Milan, invece, la vittoria era fondamentale per restare in corsa per un posto in Champions League, obiettivo prioritario in questa fase della stagione. È stata la squadra di Antonio Conte a prevalere, imponendosi con un 2-1 al Maradona, portando a casa tre punti pesantissimi.
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Quello contro il Napoli è stato senza dubbio uno dei primi tempi più deludenti dell’era Conceicao. Senza dimenticare i due gol subiti, entrambi molto discussi, e una squadra che non è mai riuscita a entrare davvero in partita. Il Milan, infatti, è apparso in difficoltà, incapace di trovare il giusto ritmo e la giusta determinazione.
È solo nell’ultimo quarto d’ora che i rossoneri hanno finalmente mostrato segni di vita, sfoderando una grinta e una voglia di lottare che avevano latitato fino a quel momento. Il cambiamento è stato netto. Il Milan visto negli ultimi minuti di gioco non aveva nulla a che fare con quello spento e poco reattivo che aveva dominato la prima metà di gara e anche la parte iniziale del secondo tempo.
Questo improvviso cambiamento non è passato inosservato e, per fare chiarezza sulle ragioni di questa trasformazione, è intervenuto l’ex rossonero Giuseppe Incocciati, che ha commentato l’accaduto ai microfoni di TMW Radio.
LE PAROLE
“Pagano la mala-gestione di una società che si è riflessa sul campo. Inutile pensare ai rimpianti, bisognerebbe capire cosa fare per il futuro, finchè non chiariscono questo non miglioreranno. Conceicao cosa poteva fare? I giocatori fanno la differenza. È giusto vedere una squadra che sembra morta nel primo tempo e poi fa quel secondo tempo? È una questione emotiva. Quelle maglie sono riservate a calciatori che sanno portare avanti responsabilità pesanti”.
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