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Milan, numeri difensivi da film horror: lo specchio di una stagione stressante

Questo Milan è un Milan stressante. Non c’è pace, non c’è serenità. Se dovessimo descrivere la stagione del Diavolo, queste parole sarebbero le più adatte. Stressante e altalenante. Si passa dal 3-0 europeo contro il Rennes, condotto con maturità e consapevolezza, oltre che con un gran bel gioco, all’inspiegabile 4-2 patito a Monza. Anzi, più che inspiegabile, inaspettato. Quest’anno, purtroppo o per fortuna, di inspiegabile non c’è nulla.

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Domenica sera, al Brianteo, le colpe vanno divise equamente. Dalla somma, esce la spiegazione. Il principale imputato, ovviamente, è stato il massiccio turnover, probabilmente non necessario, almeno non così consistente. Stravolgere totalmente il tridente d’attacco, lasciando fuori Leao, Giroud e Pulisic ha fatto pagare dazio al Diavolo. Perché non pensare di fare qualche rotazione giovedì in Francia, considerando la qualificazione quasi acquisita?

Subito dopo, gli errori individuali. In particolare quelli di Thiaw e Jovic. L’attaccante serbo ha rimediato un cartellino rosso francamente evitabile, reagendo alle provocazioni di un non irreprensibile Izzo con uno schiaffo in pieno volto. Il difensore tedesco, invece, non è mai entrato in partita, sbagliando tutto quello che si poteva sbagliare.

Il problema più grande, però, è rappresentato dalla tenuta difensiva. Gli alibi potrebbero anche esserci, considerato che durante la stagione il Diavolo non ha mai avuto il reparto al completo e sta facendo a meno da due mesi del suo migliore difensore, Tomori. Pioli ha dovuto reinventare Theo centrale, ha buttato nella mischia il 2005 Simic, il neo arrivato Terracciano. Fortunatamente dalla Spagna è tornato Gabbia, nettamente migliorato e, ad oggi, il giocatore più decisivo e continuo della rosa. Da solo, però, non può bastare.

I numeri difensivi di questo 2023-2024 sono disastrosi. 31 reti subite, le stesse concesse nell’intero anno del 19esimo Scudetto. Solo che, anziché essere trascorse 38 giornate, ne sono passate 25. Questo fa del Milan la peggior difesa della parte sinistra della classifica. Scendendo ancora più nel dettaglio, la situazione peggiora. Il Diavolo ha lasciato calciare gli avversari verso la porta 13.9 volte a partita, concedendo 1.24 reti. Finita? No. Fuori casa, i gol subiti sono stati 24. Peggio hanno fatto solo Frosinone, Cagliari e Sassuolo.

Insomma, numeri che non fanno ben sperare. A questo punto, l’Europa League diventa l’unico vero obiettivo rimasto. Pioli, probabilmente, ha una sola possibilità di salvare la panchina: vincere la competizione.

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