Il Milan riparte da zero. O quasi. Dopo il terremoto tecnico e societario seguito al fallimento dell’obiettivo Champions League, la priorità assoluta della proprietà rossonera è adesso una sola: ricostruire l’intera struttura dirigenziale e tecnica del club prima ancora di intervenire sul mercato.
Il piano della proprietà targata RedBird è chiaro. Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimović stanno lavorando in queste ore per individuare i profili destinati a occupare i quattro ruoli considerati fondamentali per il nuovo corso: allenatore, direttore sportivo, direttore tecnico e amministratore delegato. Una vera e propria rifondazione, che nelle intenzioni del club dovrebbe prendere forma nel giro di dieci giorni.
Solo dopo la definizione della nuova catena di comando si passerà alla costruzione della rosa e alle strategie di mercato. Ma nel frattempo, inevitabilmente, anche i giocatori iniziano a interrogarsi sul proprio futuro.
Tra i casi più delicati ci sono quelli di Rafael Leão e Luka Modrić, protagonisti delle riflessioni emerse nelle ultime ore attorno al mondo rossonero.
Il fuoriclasse croato, arrivato con l’obiettivo di portare esperienza e leadership in uno spogliatoio giovane e instabile, starebbe valutando seriamente il proprio futuro dopo la mancata qualificazione in Champions e l’addio di Massimiliano Allegri. Per Modric il prossimo Mondiale potrebbe trasformarsi nell’ultimo grande appuntamento della carriera, una sorta di tour d’addio prima dell’eventuale ritiro dal calcio giocato, come riporta la Gazzetta dello Sport.
Situazione diversa invece per Leao. Il talento portoghese continua ad avere estimatori all’estero, con primi interessamenti provenienti soprattutto da Arabia Saudita e Turchia, ma la volontà del numero 10 sarebbe quella di restare al Milan. Una posizione che, secondo le indiscrezioni, sarebbe già stata comunicata anche a Ibrahimovic.
Per Leao il prossimo Mondiale rappresenterà un’opportunità importante per rilanciarsi definitivamente dopo una stagione vissuta tra alti e bassi. Il Milan, dal canto suo, considera il portoghese uno dei pilastri tecnici attorno ai quali costruire il futuro, indipendentemente dal nuovo allenatore che arriverà.
La sensazione è che il club rossonero stia vivendo uno dei momenti più delicati degli ultimi anni. Prima ancora del mercato e dei nomi altisonanti, serviranno idee chiare, una struttura forte e soprattutto una direzione stabile. Perché il vero problema del Milan, oggi, sembra essere proprio l’assenza di continuità.
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