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Milan, il passato specchio del futuro? Il rischio può prendere forma

Considerazioni e critiche a caldo nell’immediato post Milan – Torino, hanno lasciato il passo alla ragione figlia della classica mente fredda. Si è ampiamente dibattuto sulla inspiegabile passività di una squadra che ben altre cose aveva fatto vedere nel corso del precampionato. Le scelte iniziali sbagliate di mister Fonseca, vedi Salemaekers terzino sinistro, Loftus nei due di centrocampo e una idea tattica troppo sbilancia e priva del benché minimo equilibrio stavano seriamente compromettendo l’esordio in campionato. A questo va aggiunto l’ennesima prestazione sciagurata di Thiaw e non solo per la goffa autorete, l’incredibile serata di Leao e Pulisic che sembravano facessero a gara a chi sbagliasse il gol più clamoroso.

Va detto però che il sabato sera rossonero ha regalato due certezze che vanno ben oltre il deludente pareggio interno. Intanto l’undici sceso in campo è figlio degli esperimenti estivi e delle esigenze atletiche e sarà impossibile rivederlo in campo in stagione anche in un’eventuale amichevole. Quindi per qualsiasi giudizio sul lignaggio di questa squadra bisogna attendere ancora un po’. Seconda certezza è nella qualità della rosa. Non è un caso che il cambio di passo e la clamorosa rimonta è arrivata grazie ai cambi.

Archiviata la prima giornata, si guarda al futuro non solo per le due trasferte di Parma e Roma contro la Lazio bensì per ciò che concerne la fine di un mercato che vada oltre i quattro obiettivi primari raggiunti (Emerson Royal, Pavlovic, Fofana e Morata). Insomma, cosa riserverà il “settimo giorno da Dio”? Oltre a sfoltire la rosa sarebbe auspicabile non commettere le ingenuità dalla passata stagione.

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Campagna acquisti 2023: strategia e conseguenze

La scorsa estate ci fu un vero e proprio restyling nella rosa Milan. Circa 20 operazioni tra entrate ed uscite andarono a creare l’ossatura portante del nuovo Milan. Campagna acquisti di qualità che il sottoscritto non esitò a definire “affascinante ma gravemente incompleta”. Al primo di settembre 2023, il gruppo allora guidato da Stefano Pioli si presentò con scelte discutibili in difesa. La strategia di puntare su Tomori, Thiaw, Kalulu (nonostante Pioli dichiarò che troppa confusione si era fatta sul suo ruolo e che avrebbe lavorato solo da terzino) e un Kjaer da oltre un anno sul viale del tramonto fu alquanto rischiosa. Rischio che trovò conferme negative in stagione anche a causa della cessione di Gabbia (poi fatto ritornare a gennaio) e l’investimento a dir poco azzardato per il giovane e inadatto alla categoria, Marco Pellegrino, preferito a Calafiori.

Non meno importante per il reparto arretrato l’assenza di un vice Theo. Nulla a che vedere con il reparto di centrocampo orfano da già un anno di Kessie. Alla mancanza dell’ivoriano si aggiunse quella di Tonali. Gli arrivi di Loftus, Reijnders e Musah hanno comunque lasciato che la mediana fosse vulnerabilissima agli attacchi avversari. Perplessità confermate dal numero eccessivo di gol subiti come risultato finale di una costante sofferenza in fase difensiva.

Infine il vice Giroud. Sostituire la punta centrale sarebbe dovuto essere un obiettivo da risolvere a luglio e non a nelle ultime ore di mercato come l’intrigo Taremi ebbe modo di dimostrare. La scelta di Jovic destò delle perplessità poi confermate dal campo. Non tanto per la sua capacità realizzativa (9 gol segnati in 30 presenze, 6 reti in campionato, tra tutte le competizioni sono un discreto bottino) ma per la sua difficoltà a reggere il reparto offensivo in solitaria. Infatti quasi tutte le sue realizzazioni sono arrivate da subentrante, accanto a Giroud, da seconda punta. Spesso insufficiente se schierato dal primo minuto a guida del reparto avanzato. La storia di un Okafor possibile alternativa anche da punta centrale fu smentita non solo dalla sua storia ma anche dal campo. Mancanze, o se preferite, scelte strategiche che hanno gravemente pesato sull’esito della stagione passata.

Campagna acquisti 2024: strategia e perplessità

La campagna acquisti in corso ha regalato al neo allenatore rossonero Fonseca i quattro obiettivi preventivati da mesi. Un terzino destro alternativo a capitan Calabria e con caratteristiche diverse, un centrale difensivo in sostituzione di Kijaer però con piede mancino, buona predisposizione all’impostazione e marcatore roccioso. Un mediano difensivo dopo due anni di orfananza da Kessie e la punta centrale al posto di Giroud. A qualche giorno dal debutto in campionato, missione compiuta.

Questa campagna acquisti può essere considerata: Bella e chirurgica ma pericolosamente incompleta”. Avrà insegnato qualcosa il recente passato? Occhio a sottovalutare le sfumature o una buona cornice finale. La tela preziosa allestita potrebbe non brillare per quanto meriterebbe e potrebbe. Il settimo giorno della “settimana da Dio” è auspicabile che regali quelle 2 o 3 operazioni di contorno che darebbe sicuramente più sapore alla pietanza principale.

Partiamo dalla difesa. Se per Terraciano non è una bocciatura a sinistra dopo aver disputato in quel ruolo tutte le amichevoli estive, poco ci manca. Alla prima ufficiale gli è stato preferito Salemaekers. Il risultato, negativo, non è cambiato nemmeno con il jolly belga. Siamo proprio sicuri che il vice Theo non serva?

Spostandosi al centro. Sicuramente questo Milan, rispetto allo scorso anno, avrà a disposizione avrà a disposizione quattro centrali pronti. Siamo proprio sicuri che in una stagione così lunga e complicata non serva un quinto alle spalle di Tomori, Pavlovic, Gabbia e Thiaw?

L’idea predominante è quella di utilizzare calciatori del Milan Futuro. Ma questa più che una strategia sembra più che altro una toppa al buco. Milan Futuro nasce per far fare esperienza ai giovani rossoneri e formare i calciatori di domani. Bellissimo e utilissimo progetto con l’idea di raccogliere i frutti nel tempo. Quale esperienza possono già aver maturato i vari Jimenez, Bartesaghi, Camarda, Zeroli, Lberali tale da essere pronti subito. Ve lo immaginate un derby, un match importante di Champions con l’assenza di qualche titolarassimo compresa una prima scelta, siamo proprio sicuri che Fonseca si affiderebbe ad un giovanissimo o per l’occasione preferirebbe adattare un giocatore con esperienza maggiore?

E infine il capitolo vice Morata. L’analisi su Jovic è la stessa espressa qualche rigo più su in rifermento allo scorso anno. Non solo le amichevoli ma anche il match contro il Torino (e forse le prossime contro Parma e Lazio visto l’infortunio di Morata) hanno dimostrato le grandi difficolta del nuovo numero 9 serbo del Milan se schierato in solitaria in attacco. Siamo proprio sicuri che non serva un terzo attaccante o un sostituto di Jovic più funzionale al gioco rossonero?

Oramai il mercato è agli sgoccioli. Ultimi nove giorni tra uscite ed entrate chirurgiche e una sensazione. Che il settimo giorno della settimana da Dio” possa fare realmente la differenza tra un buon mercato e un importante campagna di rafforzamento. E soprattutto tra una buona stagione normale e una con importanti ambizioni di vittoria.

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