Milan e Inter continuano a cercare potenziali sedi in cui costruire il proprio nuovo stadio, più moderno e redditizio dell’attuale Meazza. La lunga attesa, però, costa alle società una perdita di circa 50 milioni di euro annui a testa. Analizziamo le cifre.
LEGGI QUI – Le gerarchie in difesa, c’è spazio per Kjaer?
I mancati ricavi
Tra le possibili aree valutate, la lentezza burocratica del Comune di Milano e la politica cittadina, il Milan attende da ormai quattro anni di avere una risposta certa e iniziare a costruire il nuovo stadio. Se gli oltre 70mila spettatori presenti a San Siro occupassero uno stadio moderno e dotato di più servizi commerciali attualmente assenti al Meazza, la società avrebbe incassi aggiuntivi.
Secondo il Sole 24 ore, considerando le analisi relative agli altri stadi edificati in Europa in questi anni, per ogni anno in cui il Milan è costretto a rimanere a San Siro, perderebbe circa 50 milioni di euro. Se oggi i ricavi registrati oscillano mediamente tra i 15 e i 20 milioni all’anno, con il nuovo impianto il guadagno aggiuntivo sarebbe di circa 30 milioni in più, derivati dai 65.000 posti, di cui circa 9mila premium modulabili fino a 13.500 e dalle attività commerciali collegate.
Nel nuovo progetto erano inclusi un’ area commerciale e attività di intrattenimento, un museo, un centro congressi e settori dedicati alla pratica sportiva. L’obiettivo era quello di giocare nel nuovo stadio a partire dalla stagione 2027/28, dopo la cerimonia inaugurale dei Giochi invernali del 2026.
Gli ostacoli del La Maura
Intanto, dopo la comunicazione del Milan dell’interesse a realizzare l’impianto sull’area dell’ex ippodromo La Maura, Gerry Cardinale ha incontrato il Sindaco della città Beppe Sala e il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Lo scenario, ovviamente, non è privo di ostacoli.
L’area, infatti, è inserita nell’ambito del Parco Agricolo Sud di Milano, ed è ritenuta fondamentale per la qualità ambientale e dunque non cementificabile.
A questo proposito sono subito arrivate le dichiarazioni di Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi nel consiglio comunale di Milano da sempre contro l’abbattimento di San Siro: “Questa è una colata di cemento in un’area verde, è una roba inaccettabile. Quell’area è dentro al parco sud e destinata ad attività sportive. Ora, spero che uno stadio, più un centro commerciale, più le torri residenziali, non vengano giudicate come attività sportive”.

Segui la nostra pagina Facebook per non perderti nulla del mondo Milan!
