Per fortuna c’è la pausa per le nazionali. Non è una cosa che si sente dire spesso, anzi. La lontananza dalla Serie A e dalla Champions League fa male, specie nel clou della stagione. A volte, però, è necessaria. Il Milan sta attraversando un periodo di crisi iniziato con la sconfitta casalinga contro la Juventus e proseguito fino a sabato pomeriggio, quando il Diavolo è stato fermato sul pari dal Lecce. Crisi che sembrava essere superata martedì sera con la vittoria roboante sul PSG. Il classico risultato in grado di cambiare e svoltare la stagione. Così non è stato, a quanto pare.
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Dopo essere andati in vantaggio all’intervallo per 2-0 con i gol i gol di Giroud e Reijnders, alla prima rete in maglia rossonera, sembrava che nulla potesse intromettersi tra la squadra e i tre punti. Invece no. La seconda frazione è stata un déjà-vu della gara di Napoli e i salentini hanno pareggiato, rischiando addirittura di vincerla. Cosa ancor più grave è il doppio infortunio occorso a Calabria e Leao, gli ennesimi di una lista apparentemente infinita. Solo cinque giocatori, fin qui, non hanno dovuto fare i conti con un infortunio: Mirante, Tomori, Thiaw, Musah e Reijnders.
In più, a pochi istanti dal termine, Giroud è stato espulso per proteste. In attesa del giudice sportivo, la possibilità che salti più partite è concreta. Quella del francese è già la quarta massima punizione subita dal Milan da inizio stagione, in quasi tre mesi. Un cartellino rosso ogni tre partite. Un record, perché in Serie A nessuno ha fatto meglio, o peggio, dipende dal punto di vista. Oltre a quello degli infortuni, c’è anche un problema disciplinare?
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