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Milan, Sabatini senza filtri: accuse a Cardinale e Ibrahimović

Sabatini

La profonda ristrutturazione voluta da Gerry Cardinale al termine della stagione è ormai nelle fasi finali. Con il passare dei giorni, il nuovo progetto del Milan sta assumendo contorni sempre più definiti e numerosi addetti ai lavori stanno analizzando e commentando le decisione prese della società rossonera. Tra questi c’è anche Sandro Sabatini. Ha condiviso le proprie considerazioni sul tecnico, destinato a essere ufficializzato nelle prossime ore e su altre questioni, nel corso di un intervento ai microfoni di Calciomercato.com.

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Il pensiero di Sabatini sul nuovo corso rossonero

Sabatini duro su Cardinale e RedBird

“Un club glorioso che ha smarrito la propria identità per inseguire i riflettori di un palcoscenico globale. Cardinale e la proprietà RedBird stanno trattando il club come se fosse un circuito di wrestling: un contenitore di puro intrattenimento commerciale dove la narrazione e il brand contano più dei tre punti la domenica. Se un tempo il Milan dominava, adesso rischia di diventare il “terzo o quarto club della Lombardia”, surclassato non solo dai rivali storici dell’Inter, ma persino dal modello impeccabile dell’Atalanta o dalle nuove ambizioni rampanti del Como”.

In un intervento pubblicato sul profilo TikTok di Calciomercato.com, Sandro Sabatini è tornato a commentare gli sviluppi in casa Milan, soffermandosi non solo sulle scelte tecniche e dirigenziali, ma anche su alcuni aspetti legati alla proprietà.

Nel corso del suo intervento, il giornalista ha poi invitato a non concentrarsi esclusivamente sugli aspetti teorici del nuovo progetto rossonero, tra il calcio proposto da Amorim e il lavoro del nuovo direttore sportivo Krosche. Secondo Sabatini, infatti, le idee e l’organizzazione non bastano senza investimenti adeguati e senza una rosa costruita all’altezza delle ambizioni del club.

“Adesso tutti parleranno del calcio di Amorim, oppure del modello basato sullo scouting e del lavoro di Krosche, ma il calcio di Amorim lo fanno i giocatori e il mercato si fa con le risorse economiche, oltre che con le idee e l’organizzazione. Bisogna però tenere conto di un aspetto fondamentale, perché altrimenti non si parla più del Milan, ma di un giocattolo made in USA, e non so dove possa portare una situazione del genere, se non a diventare una barzelletta”. 

Parole particolarmente dure, con cui Sabatini ha espresso tutte le proprie perplessità nei confronti della gestione societaria del club rossonero.

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