Ecatombe di infortuni in casa rossonera. Sembra ormai una prassi più che affermata quella al Milan, ma è impossibile additare solo la sfortuna. Il trend negativo è infatti il riflesso di un problema strutturale e a confermarlo sono ovviamente i dati. Con l’infortunio di Malick Thiaw di ieri sera contro il Borussia Dortmund, il Milan conta ben 25 infortuni di cui 18 di natura muscolare. Tutti procurati da quest’inizio di stagione. Qualcosa non va.
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Lo stop del tedesco è infatti l’ennesimo campanello d’allarme che riguarda una preparazione atletica inadeguata. Al di là di un calendario poco agevole con partite a distanza ravvicinata, è evidente che – se si ripresenta sempre lo stesso infortunio (soprattutto ai bicipiti femorali) – sia doveroso rivedere la preparazione. Basti pensare che Leao, Kjaer, Okafor e Kalulu sono tutti fuori per lesioni di vario tipo e che nel corso di questa stagione si sono fermati anche Pulisic, Chukwueze, Loftus–Cheek, Krunic, Maignan ed Hernandez.
Vista la situazione, si fa prima a dire chi (finora) non ha subito alcun infortunio:
- Mirante
- Florenzi
- Tomori
- Adli
- Reijnders
- Pobega
- Romero
- Giroud
Solo 8 giocatori su 27 non hanno subito alcuno stop. Il che significa che il ben 70% dei giocatori rossoneri è stato costretto a fermarsi. Una percentuale alta, troppo alta, che inevitabilmente compromette la squadra rendendola poco competitiva in tutti i campionati da disputare. Tra l’altro, il cammino in Champions è ad oggi ancora più arduo: per sperare in una qualificazione agli ottavi, il Milan dovrà vincere a Newcastle e sperare che il Borussia vinca in casa contro il PSG.
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