Luca Diddi ha parlato del ritorno di Fikayo Tomori nella rosa del Milan.
Lo ha fatto sul canale YouTube di Carlo Pellegatti, dove ha parlato anche della situazione dei giocatori messi fuori rosa.
Secondo Diddi, il Milan aveva bisogno di riportare Tomori in gruppo.
Il difensore può infatti dare velocità ed esperienza a una difesa che, in questo momento, non ha un altro giocatore con le sue caratteristiche.
Il ritorno di Tomori
Diddi ha spiegato così il motivo per cui, secondo lui, il ritorno di Tomori era importante:
“Il reintegro di Tomori in questo momento a livello di numerico, a livello proprio di giocatore serve perché comunque il Milan ha bisogno di un giocatore che comunque ha esperienza, velocità nel reparto difensivo perché non ha un giocatore con le caratteristiche di Tomori.
Il concetto espresso da Diddi è abbastanza semplice.
Il Milan aveva bisogno di un giocatore come Tomori e per questo il suo ritorno in rosa era necessario.
Una gestione che ha fatto discutere
Diddi ha poi parlato anche del modo in cui tutta la situazione è stata gestita dal Milan.
“Il reintegro, al di là del fatto che sia stato gestito malissimo dal Milan, però era necessario.
Quindi, secondo Diddi, la scelta di riportare Tomori in rosa era giusta, anche se tutto quello che è successo prima non è stato gestito nel migliore dei modi.
La situazione dei fuori rosa
Il discorso si è poi spostato sugli altri giocatori che il Milan ha deciso di mettere fuori rosa. Diddi ha spiegato di avere una sua idea su questa scelta.
“lo ho una mia idea, Carlo, è un mio pensiero su quello che è stata la gestione del mercato del Milan con le persone fuori rosa e con i giocatori che sono arrivati.
Secondo Diddi, quindi, la scelta dei fuori rosa potrebbe essere legata anche al modo in cui il Milan ha deciso di costruire la squadra.
Il paragone con il Manchester United
Infine, Diddi ha spiegato quella che è la sua teoria sulla scelta fatta dal Milan.
“Secondo me il Milan ha messo fuori rosa alcuni giocatori per lasciar lavorare Amorim senza i famosi galli nel pollaio, come è successo nel Manchester United”.
L’idea, quindi, sarebbe quella di permettere all’allenatore di lavorare con maggiore tranquillità, evitando situazioni complicate all’interno dello spogliatoio.
