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Vieri si sbilancia sul progetto Milan: “Ecco quando capiremo se hanno scelto bene”

Vieri

Il Milan continua a essere una protagonista delle cronache di mercato, con una serie di voci e avvenimenti che si susseguono ormai da settimane. Tutto è iniziato con l’approdo di Tijjani Reijnders al Manchester City, passando per la complicata situazione legata al rinnovo di Mike Maignan, fino ad arrivare ad un’altra cessione: quella di Theo Hernandez verso l’Arabia Saudita. A tutto questo si aggiunge anche l’episodio mediatico legato al Fenerbahce, che ha pubblicato un video celebrativo per sottolineare il duello di mercato vinto contro i rossoneri, assicurandosi le prestazioni del terzino Brown.

Ma non ci sono solo uscite e trattative sfumate: il Milan è tornato alla ribalta anche sul fronte degli acquisti, con l’arrivo di Samuele Ricci e Luka Modric. Dopo una carriera straordinaria e costellata di successi con la maglia del Real Madrid, il centrocampista croato ha scelto di vestire il rossonero, riportando ancora una volta la squadra al centro dell’attenzione mediatica e alimentando ulteriormente il fermento attorno al mercato milanista.

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A parlare dell’attuale situazione dei rossoneri ci ha pensato Bobo Vieri, ai microfoni dell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue parole:

Sul mercato a rilento del Milan: “Reijnders è un centrocampista straordinario, Theo uno dei primi tre al mondo nel suo ruolo: hanno 45 giorni per sostituirli e dimostrare che non sarà un Milan più debole. Come è invece oggi, anche se ha preso Modric. È stata una partenza un po’ più lenta: work in progress. Troppo presto per giudicarlo, dunque lo metto in stand by: è giusto dare tempo a Tare, capire cosa riuscirà a fare”.

Su Modric e la richiesta di una squadra da scudetto: “Ci sta: per dieci anni è stato il più forte di tutti nel suo ruolo, e ha vinto tutto. Porta esperienza, farà bene ai giovani. Quanto giocherà? Deciderà Max, ma non essere impegnato anche in Europa sarà un vantaggio”.

Su Allegri: “Se è l’uomo giusto? Quando era fermo è stato benissimo, ora può portare tutta la sua esperienza. Però i giocatori forti servono anche a lui: non gli si può chiedere la luna solo perché si chiama Allegri. Ed è ovvio che a fine mercato sarà giusto farsi, e fargli, una domanda: adesso, dove vuole arrivare il Milan?”.

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