“Terremoto Milan“. Due termini per descrivere ciò che dovrà accadere nelle prossime settimane tra via Aldo Rossi, Milanello e tutti i luoghi nevralgici del mondo rossonero. Un termine scelto anche dal Corriere della Sera per fotografare la situazione di un club che raramente, nella sua gloriosa storia, è stato colpito così duramente. Nemmeno durante la cosiddetta banter era, quando le aspettative erano minime e il budget ridotto all’osso, il Milan appariva così smarrito.
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Oggi invece si parla di stagione fallimentare, nonostante i 120 milioni investiti sul mercato e una rosa che doveva garantire ben altri risultati. Ecco perché il cambiamento non è più un’opzione: è una necessità.
Serve una guida tecnica vera: il DS prima di tutto
La rivoluzione dovrà partire dalla base: la dirigenza. La priorità assoluta è individuare un vero direttore sportivo, una figura competente, che conosca il calcio e sappia gestire l’area tecnica, il mercato e, soprattutto, il rapporto con allenatore e giocatori. Una lacuna gravissima quest’anno, che ha contribuito al naufragio della stagione.
I nomi in ballo sono sempre gli stessi: Giovanni Sartori, Igli Tare, Frederic Massara e Giovanni D’Amico. Chiunque arriverà dovrà avere pieni poteri e competenze chiare per ricostruire dalle fondamenta.
Allenatore: niente più scelte sbagliate
L’altra decisione cruciale riguarda la panchina. La scelta dello scorso anno è stata definita “imbarazzante”: non tanto per Fonseca in sé, ma per la confusione che ha accompagnato tutto il processo decisionale, culminato nel dietrofront clamoroso su Lopetegui.

Per il Milan che verrà, nessuna illusione su Antonio Conte, destinato alla Nazionale. I tre nomi in corsa al momento sono: Maurizio Sarri, Massimiliano Allegri e Vincenzo Italiano. Tre profili diversi, ma tutti con esperienza e idee chiare, ciò di cui il club ha disperatamente bisogno.
Via chi ha deluso, ma occhio agli assalti ai big
Sarà inevitabile mettere mano alla rosa per correggere gli errori commessi e contemporaneamente proteggere i propri top player da un’estate che si preannuncia piena di insidie.
Joao Felix, Walker e Abraham sono già destinati a lasciare Milanello. Ma i veri nodi riguardano i pezzi pregiati: Reijnders è nel mirino del Manchester City, Theo Hernandez e Mike Maignan sono in scadenza nel 2026 ma con il futuro tutto da scrivere, mentre Rafa Leao non ha certezze sulla permanenza.
Senza Champions League, e forse nemmeno l’Europa, il Milan rischia di diventare un supermercato. Per questo serviranno scelte intelligenti, sensibilità nei movimenti e una visione chiara. Perché ogni errore, d’ora in avanti, verrà giudicato con il massimo rigore dalla tifoseria.
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