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Modric, campione dentro e fuori: “Non c’è un giorno che non lo fa a Milanello”, il racconto del giornalista

Non è una frase fatta. A Milanello lo hanno capito tutti: Luka Modric non è soltanto un campione che ha scritto pagine di storia al Real Madrid, ma un esempio quotidiano di dedizione e rispetto.

Peppe Di Stefano, che lo segue da vicino, l’ha raccontato con una frase che vale più di mille analisi tattiche: “Modric a Milanello è il primo ad arrivare e l’ultimo ad andar via. Non è una frase fatta. E non c’è giorno che all’andata o al ritorno non rallenta per salutare: se ci sono 12 tifosi o se ce n’è 50, quasi sempre si ferma con tutti a fare una foto, un autografo”.

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Ecco chi è Modric oggi: un 40enne che corre come un ventenne, con la stessa voglia di un ragazzino che sogna il calcio. Per lui non è questione di status, è una questione di mentalità.

La sua giornata tipo parla chiaro: arriva presto al centro sportivo, si allena con la stessa fame di sempre e se ne va solo quando ha dato tutto.

 

Ma la magia non sta solo nel campo. La vera differenza la fa nel rapporto con chi lo aspetta fuori dai cancelli. C’è chi fa chilometri per un autografo, chi porta i figli a vedere un’icona vivente. Modric, quasi sempre, si ferma. E quel gesto – una foto, una firma, uno sguardo – diventa ricordo per sempre.

In un calcio che corre veloce, Modric va controtendenza: lentezza nei gesti, attenzione alle persone, rispetto per chi lo sostiene. E forse è proprio per questo che, anche lontano da Madrid, continua a sembrare eterno.

Milanello lo ha già adottato. E i tifosi pure: perché prima di essere un Pallone d’Oro, Modric è rimasto un uomo semplice.

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