Luka Modrić ha messo tutti d’accordo al Milan, e lo ha fatto nel modo più diretto e convincente possibile: con le prestazioni. Al di là del nome, del palmarès e dello status internazionale, è stato il campo a parlare. E nel calcio, come spesso si dice, le chiacchiere stanno a zero.
Il centrocampista croato ha saputo prendere per mano il Milan di Massimiliano Allegri, guidandolo con personalità e lucidità insieme ad altri leader dello spogliatoio come Rabiot, Maignan e Pulisic. Il risultato è una squadra solida, consapevole, oggi meritatamente al secondo posto in classifica.
I numeri: gol, assist e centralità
Importante anche l’impatto dal punto di vista statistico. In campionato Modrić ha messo a referto un gol — decisivo nell’1-0 casalingo contro il Bologna — e tre assist, numeri che raccontano solo in parte la sua influenza sul gioco. Luka è infatti un punto di riferimento costante per i compagni: la palla passa quasi sempre dai suoi piedi, sia sui calci piazzati sia nella gestione del possesso e nelle fasi di costruzione e interdizione.
La sua presenza garantisce ordine, tempi giusti e una lettura del gioco che alza il livello dell’intera squadra. Modrić è ovunque, dentro e fuori dal vivo dell’azione.
Futuro incerto, ma con fiducia
Il futuro resta un’incognita, ma dai contorni positivi. Molto, se non tutto, dipenderà dalle condizioni fisiche del croato e da quelle che saranno le sue scelte dopo il Mondiale con la Croazia. Un peso specifico lo avrà anche il piazzamento finale del Milan in campionato, che potrebbe incidere sulle prospettive e sulle ambizioni comuni.
C’è poi un’idea che affascina tifosi e ambiente: la possibilità per Modrić di giocare la Champions League con il Milan, la squadra che da bambino ha sempre seguito e tifato. Un sogno che, oggi più che mai, non sembra così lontano dalla realtà.
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