Quando parla Geoffrey Moncada è sempre un evento. Forse sarà questo il motivo per cui ho trovato la sua intervista di ieri particolarmente interessante. La parte sulla metodologia di lavoro è particolarmente interessante, anche se più o meno erano tutti aspetti già conosciuti. Sulla carta il sistema di lavoro del Milan funziona ed è efficace, ed è anche innegabile che non abbia portato a risultati. Moncada infatti era presente in dirigenza già nel Milan dello scudetto, è lui che ha portato Leao al Milan, oppure Theo. E anche negli ultimi anni, contraddistinti da qualche alto e basso, gli acquisti si sono spesso rivelati giocatori di assoluto livello.
Detto questo, ci sono alcune domande che avrei voluto rivolgere al buon Geoffrey. Se l’allenatore fa parte del processo decisionale in sede di mercato, allora perché è stato venduto Saelemaekers, che era stato elogiato pubblicamente dal mister e che, vista la costante mancanza di equilibrio e di occasioni concesse sulla nostra destra, avrebbe fatto particolarmente comodo? Oppure, visto che si parla della questione giovani, come si motiva il fatto che il Milan per 3 milioni di euro totali abbia ceduto Daniel Maldini e Simic, due giocatori che potevi inserire nelle liste senza dover sacrificare nessuno?

Oppure ancora, com’è possibile che nessuno abbia notato che, in una squadra intenzionata a giocare con due mediani (4-2-3-1), la presenza del solo Fofana come mediano con caratteristiche maggiormente difensive fosse insufficiente? Tutte domande a mio parere più che lecite e su cui sarebbe stato interessante avere delle risposte tecniche.
Ci sono altre sfumature che secondo me sono trapelate dall’intervista di ieri. Sicuramente il lavoro della dirigenza del Milan è un lavoro collegiale. Ma il peso maggiore nelle scelte di mercato, specialmente per quanto riguarda la scelta dei calciatori, ricade proprio su Moncada. È il suo gruppo di staff a selezionare i calciatori e a proporli allo stesso dirigente rossonero, che poi si confronta con Ibrahimovic, Furlani, Cardinale e Fonseca. L’ex capo scout rossonero infatti ha aggiunto che solo di recente Ibra ha eseguito l’accesso su un portale in cui è possibile osservare i calciatori che il Milan intende visionare. Insomma il ruolo di Zlatan è ancora in via di evoluzione. Ed è giusto così. È in dirigenza da un anno ed è soltanto al suo primo incarico fuori dal rettangolo di gioco. Non dimentichiamolo.
Un altro aspetto che secondo me si è capito è che, a meno di debacle clamorose, Paulo Fonseca finirà quantomeno la stagione. I rossoneri sono convinti che il portoghese sia la scelta giusta. Così come sono convinti che la squadra non abbia bisogno di ritocchi, quindi non credo ci si debba aspettare grossi movimenti per gennaio. Sono consapevoli che ci può voler ancora un po’ di tempo per arrivare ai risultati sperati, ma sembrano genuinamente convinti che questa sia la strada corretta. A noi non resta far altro che sperare che la dirigenza rossonera abbia ragione.
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