Álvaro Morata è il nuovo attaccante del Milan. L’ex Atletico Madrid raccoglierà le redini di Olivier Giroud nella prossima stagione. Il centravanti spagnolo ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali del club rossonero. Queste le parole di Morata:
“Cosa rappresenta il Milan per me? La sfida più importante della mia carriera e soprattutto, in questi giorni, ho avuto la possibilità di parlare con Kakà, con Ibra, con Beckham. Non lo sapevo perfettamente, ma mi hanno ricordato la storia di questa società e tutto quello che è stato scritto nel mondo del calcio a livello europeo, a livello nazionale e non vedo l’ora di scrivere il mio nome anche in quelle storie”.
Perché hai scelto la numero 7? “In primis ringrazio Adli perché è stato proprio una persona incredibile. È stato un gesto che non me lo sarei aspettato sinceramente ed è il mio numero preferito, un numero che non ho avuto mai la possibilità di indossare nei club per diversi motivi, ma lui mi ha dato un grosso piacere e mi ha fatto essere la persona più felice”.
È stata l’emozione più grande vincere l’Europeo da capitano? “Un’emozione incredibile. La fine di un percorso che inizia da quando noi abbiamo 12, 13 anni e per la prima volta, nella società sportiva della Nazionale, ti immagini di essere il giorno prima in una foto con una coppa, ma alzandola pure sei nel senso della foto. Quella foto rimarrà per sempre. È stato come una favola questo Europeo”.
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Com’è Milanello? “È bello. Mi ispira molto calcio”.
Cosa ti ha convinto a scegliere il Milan? “È stato tutto molto facile da decidere. Quando arrivi in una squadra come il Milan nel modo in cui io sono arrivato, ma noi tutti vogliamo te e basta. Alla fine nel mondo del calcio penso che nessuna squadra mi aveva dato così tanta fiducia come il Milan e penso che questo si rivedrà in campo”.
Qual è il tuo idolo sportivo? “Il mio idolo sportivo è sempre stato Fernando Torres, David Villa, Raul Gonzalez. Io cerco di guardare un po’ tutti di quelli che sono i migliori nella storia e imparare, però se ti devo dire qualcuno con quelli con cui stavo vicini ogni giorno dell’allenamento e queste cose qua”.
A chi dedicherai il primo gol con la maglia del Milan? “Ai miei figli, sempre. Sarà un’emozione bellissima”.
Su Camarda: “Ha il futuro davanti, tutto per lui. Adesso deve lavorare e capire tante cose dai difensori che sono professionisti rispetto a quello a cui lui è abituato. Io sono qua anche per prepararlo, per dargli una mano. Magari oggi dico così e poi devo fare la panchina per lui. Nel calcio è così, la vita è così. È un grandissimo giocatore che può essere del presente e del futuro del Milan”.
Prova a immaginarti il tuo primo gol nel Milan: “Una palla in profondità e il portiere la viene a prendere, mi sposto in un lato e faccio gol senza portiere. Ho fatto una finta dopo un lancio lungo da un compagno che mi fa andare davanti alla porta”.
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