Alvaro Morata è il grande protagonista di questo inizio stagione in casa Milan. Sia dentro che fuori dal campo, il nuovo numero 7 rossonero sta mostrando tutto il suo talento e la sua professionalità, diventando un vero e proprio punto di riferimento per il popolo rossonero. Nelle scorse ore, in un’intervista a Cope, Morata si è aperto e ha raccontato le ragioni del suo trasferimento in Italia, toccando anche un argomento molto delicato sulla sua salute mentale.
Il Corriere dello Sport ha riportato le parole dell’attaccante spagnolo soffermandosi, in particolare, sulla sua decisione di lasciare l’Atletico Madrid:
“All’inizio pensavo di rimanere perché lo volevo davvero, ma dopo un’intervista in cui ho detto quello che pensavo sono uscite notizie sproporzionate. Questo non mi succede in Italia. Ho passato un periodo molto brutto e pensavo che non sarei stato in grado di giocare. È molto complicato e molto delicato, perché ti rendi conto che ciò che ami di più al mondo è ciò che odi di più. Ogni volta che andavo con i miei figli in strada succedeva qualcosa con le persone“.
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Morata poi aggiunge: “Qui in Italia è tutto diverso. I miei figli vedono che il loro padre è rispettato. Vedono che il loro padre è un calciatore che ha giocato nelle migliori squadre del mondo. Quando si attraversano momenti davvero difficili, depressione, attacchi di panico, non importa il lavoro che fai, la situazione che hai nella vita, hai un’altra persona dentro contro cui devi combattere ogni giorno e ogni notte. Per me è stata la cosa migliore lasciare la Spagna, non potevo sopportarlo. Mi sono appoggiato a persone che avevano vissuto la stessa cosa, come Bojan. Tre mesi prima del Campionato Europeo sembrava impossibile. Mi chiedevo se avrei potuto giocare di nuovo una partita, non sapevo cosa mi stesse succedendo. È un momento in cui ciò che ti piace di più è ciò che odi di più. Mi vergognavo di stare con i miei figli e di uscire per strada”.

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