È durata poco la storia d0amore tra Morata e il Milan, solo qualche mese per conoscersi per poi dirsi a dio, all’improvviso, durante un mercato di gennaio caotico come non mai. Alvaro era arrivato a Milano soltanto la scorsa estate dopo un europeo da protagonista con la maglia della spagna. Le furie rosse avevano vinto il torneo, maramaldeggiando contro ogni avversario. L’ex Juve e Atletico, capitano di questa fantastica selezione, aveva contribuito attraverso la leadership e l’esempio. Ai gol ci pensavano Nico Williams e Lamine Yamal. Sul campo Morata non ha mai fatto mancare il suo apporto.
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Lo spagnolo era arrivato a Milano, dopo che la trattativa tra Milan e Zirkzee, o meglio tra il Milan e Kia Joorabchian, era definitivamente naufragata, causa commissioni. L’attaccante olandese si era trasferito al Manchester United e i rossoneri erano rimasti con il cerino in mano. Dopo l’addio di Giroud l’acquisto di un attaccante era diventato imprescindibile. In casa Milan si è quindi deciso di puntare su Alvaro Morata. Dopo aver pagato i 13 milioni di clausola rescissoria, Morata divenne il nuovo bomber del Milan.
Ma in campo le cose sono andate diversamente. In Serie A lo spagnolo è andato a segno solo in 5 occasioni su 16 gare disputate, a cui si aggiunge un solo gol in Champions League, nella magica notte di Madrid, il momento migliore del Milan di Fonseca. A gennaio poi l’esonero del tecnico portoghese, con cui Alvaro aveva un buon legame e l’arrivo di Conceiçao. Tra i due il feeling non è mai sbocciato e quando la dirigenza ha deciso di prendere Santiago Gimenez, Morata venne designato come colui che doveva lasciare Milanello per far spazio al messicano. L’ex Juve saluta e approda a Istambul, destinazione Galatasaray. Queste le parole dell’attaccante spagnolo al quotidiano iberico Marca:

Sull’esperienza al Milan: “Sono andato al Milan per Paulo Fonseca. L’allenatore aveva dimostrato di volermi. Poi dopo pochi mesi il progetto è cambiato. Inizialmente sembrava aver preso una direzione, ma in seguito si è trasformato. Succede nel calcio. Alla fine non mi sentivo più a mio agio. Ero andato a Milano per stare con Fonseca. Il Milan è un grande club, ricco di storia”.
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