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Parla Nesta: dal compagno più difficile al Milan al commento su Allegri

Per celebrare i suoi 50 anni, Alessandro Nesta ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera in cui ripercorre la sua carriera, rivelando alcuni dettagli interessanti della sua parentesi al Milan. Infine anche un commento sul ritorno di Allegri al Milan. Ecco cos’ha detto.

Sul suo arrivo al Milan: «Stavo male veramente. Da tre anni mi dovevano vendere per questioni di bilancio e quella mattina, quando mi ero allenato a Formello, avevo pensato “vai, anche quest’anno è andata”. E invece a fine sessione avvisarono me e Crespo che eravamo stati ceduti. Il meglio però avvenne la sera. Con Adriano Galliani ero andato come ospite a Pressing. Alla prima pausa pubblicitaria venni ripreso: “Sorridi, perché i giocatori al Milan sono solo felici”».

Sull’esperienza al Milan: «Sono andato forte quando ho capito che non ero arrivato solo nella squadra migliore del mondo, ma nel club in quel momento al top per organizzazione, visione e capacità economica».

Sulla partita che non dimenticherà mai: «La finale di Manchester del 2003 con la Juve. È stata la mia prima. Poi da lì è diventato un obbligo arrivare in fondo alla Champions».

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Il compagno con più talento? Ecco la sua risposta: «Andrea Pirlo. Sapevo che era bravo, ma solo quando ho potuto lavorare con lui mi sono accorto che era geniale». Mentre sul calciatore che rappresentasse maggiormente l’esempio da seguire: «Paolo Maldini. Quando sono arrivato a Milano e ho visto che, pur non essendo un ragazzino, andava sempre a 300 all’ora ho capito perché il Milan vinceva sempre e noi alla Lazio ci aggrappavamo a un sacco di scuse per giustificare gli insuccessi». Infine quello con cui nascevano più discussioni: «Seedorf. Abbiamo avuto tanti scontri, ma le nostre liti erano sempre per il bene del Milan. Siamo molto amici, una volta doveva andare a Los Angeles e mi ha lasciato suo figlio a Miami per tre giorni».

Su Gattuso ct della nazionale: «La ferocia di Rino non va mai in pausa: anche in vacanza invece di rilassarsi in spiaggia va a correre come un matto. Ora vengo apposta in Italia a Bergamo la prossima settimana per sostenerlo. Con il suo entusiasmo contagerà i giocatori. Non possiamo non qualificarci ma gli azzurri devono assumersi le responsabilità e capire che devono tenere in salute il calcio italiano».

Nesta - Milan
Nesta – Milan

Sul legame con Ancelotti: «Unico, lui rincuorava noi giocatori dopo la finale persa a Istanbul anche se dentro il suo cuore c’era l’inferno. Ora è alla guida di una nazionale che ha pressioni al mondo come poche altre. Ma lui farà stare bene anche i giocatori del Brasile».

Infine un parere su Allegri e il ritorno al Milan: «Quando l’ho avuto come tecnico ho discusso molto per il mio amico Pirlo: per me era inconcepibile che non fosse il perno della squadra. Per Max che arrivava da Cagliari non era facile entrare in uno spogliatoio di campioni che avevano vinto tutto ed erano a fine ciclo. Ora è molto più deciso, forte di tutte le esperienze e vittorie che ha ottenuto».

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