Ogni anno ci auguriamo che il Milan possa fare un mercato intelligente, mantenendo la squadra intatta, e ogni volta capita il contrario.
Un Milan arrivato ottavo nella scorsa stagione, potrebbe far pensare che tutta la squadra sarebbe da rivoluzionare. L’andamento di alcuni giocatori però dice il contrario. Tijjani Reijnders dopo una splendida annata è stato premiato come miglior centrocampista della Serie A della stagione 24/25.
Primo giocatore ad abbandonare la nave rossonera in direzione Inghilterra, sotto la corte di Pep Guardiola. Giocatore mai sostituito per il ruolo il campo, i neo acquisti Jashari, Rabiot, Ricci e Modric hanno portato sì qualità, ma non quella che aveva Reijnders negli ultimi 30 metri. Centrocampista che non aveva paura di buttarsi in area e segnare 15 gol, fornendo 5 assist.
Stesso discorso si potrebbe fare per giocatori meno sotto i riflettori, ma comunque incisivi in questo Milan. Malick Thiaw dopo una stagione turbolenta è andato per 40 milioni al Newcastle. La sua cessione e l’acquisto di De Winter, poteva apparire come una trattativa dove potevi solo che guadagnarne, dopo un’annata condita da 3 autogol.
Il campo risponde presente in queste situazioni e De Winter ha dimostrato che il cambio di categoria, dal Genoa al Milan, lo ha sentito, anche troppo. In campo si vede un difensore spesso confusionario, troppo leggero nelle marcature, sia come centrale sia come braccetto. Un acquisto che fino a questo momento non ha dato i frutti sperati al Milan.
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Altro acquisto ancora da inquadrare è Athekame, quinto di gamba, ma che oltre a quello poco altro ha fatto notare. Il gol contro il Pisa non può oscurare le lacune che ha questo laterale svizzero. Arrivato dal Young Boys per quasi 10 milioni è andato a sostituire un giocatore duttile come Alex Jimenez andato anch’esso in Inghilterra al Bournemouth.
Giocatore cresciuto con l’andare avanti della scorsa stagione, dove lo si ha visto giocare terzino in entrambe le fasce o esterno offensivo di contenimento, in finale di Supercoppa contro l’Inter. L’assist servito a Kroupi in un roboante 4-4 tra Manchester United e Bournemouth, da mostra alle qualità tecniche che il Milan ha perso svendendo un giovane con un certo carattere come lui.
Ultimo non per importanza l’acquisto per 42 milioni di Nkunku, un attaccante sì, ma non una punta. Esperienza al Chelsea negativa e si può dire ancor di più negativa quella in rossonero, in un ruolo che non gli calza per niente a pennello. Spesso fuori posizione, o mai incisivo anche con la fiducia, quasi cieca, di Allegri che oltre a lui e Pulisic non ha nessuno altro a cui affidarsi nel reparto offensivo.
Gli addi di Jovic e Abraham hanno colpito nel profondo il Milan, che fino ad oggi ha giocato senza una vera e propria punta. L’adattamento di Leao come 9 sta andando per le lunghe e Pulisic non può portare sempre sulle sue spalle il Milan.
Milan che a gennaio si ributterà sul mercato e chissà se questa volta farà acquisti che faranno minutaggio o almeno in quei pochi minuti giocati possano farlo bene.
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