Il regno di Paulo Fonseca sta per iniziare. A breve, probabilmente già la prossima settimana, arriverà l’ufficialità del matrimonio tra il club rossonero e l’allenatore portoghese. I dettagli del contratto, salve clamorose retromarce dell’ultimo momento, si sanno già. Il tecnico ex Roma guadagnerà 2,5 milioni di euro per due stagioni, con opzione per una terza. Nonostante le numerose critiche già arrivate e pervenute, a club e Fonseca, il tempo della rinascita è ora. Il Milan deve ripartire e lo farà con il classe 1973. Di lui ha parlato al Corriere dello Sport il giornalista Franco Ordine.
“Paulo Fonseca ha l’indubbio vantaggio di parlare la stessa lingua, forse di conoscere meglio di tutti l’indole dell’attaccante considerato uno dei gioielli del casato rossonero per via del costo del cartellino e dello stipendio che gli è stato garantito all’atto del rinnovo (compresa una clausola rescissoria da 175 milioni). E deve appartenere allo stesso registro la frase, prontamente smentita, attribuita da un’agenzia a Paolo Scaroni, presidente del club («se portano 150 milioni lo impacchetto»), capace di provocare una piccola tempesta mediatica come se non nascondesse una verità assoluta non solo per il Milan ma anche per i bilanci del calcio italiano”.
Ordine, poi, ha parlato dell’impatto che potrà avere su Leao.
“Il punto allora è piuttosto un altro: e cioè si pensa ma non si dice. Per evitare di ‘impacchettarlo’, oltre che a un ricco acquirente, c’è solo uno scenario possibile in questi giorni che precedono l’arrivo di Fonseca sulla panchina milanista. Dev’essere capace di migliorare Leao, di trasformare il calcio nella sua priorità, nella sua ossessione addirittura. Impresa che non è riuscita a Stefano Pioli, se non in quello spicchio di stagione scandita dalla marcia tricolore del 2022″.
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