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Pastore: “Non mi è ancora chiara la gerarchia societaria”

La vittoria contro il Venezia ha restituito al Milan un po’ di ossigeno, dopo una prima parte di campionato, particolarmente difficile, dove i rossoneri avevano accumulato 2 punti in 3 partite. La vittoria contro la squadra allenata da Di Francesco aggiusta parzialmente la classifica, ma non è sufficiente per far tornare a sorridere i tifosi del Diavolo, preoccupati anche dalle imminenti sfide con Liverpool e Inter.

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Ibrahimovic
Ibrahimovic

Nella giornata di ieri si è rivisto a Milanello Zlatan Ibrahimovic, assente dal pareggio a Roma con la Lazio.  Nelle ultime settimane Ibra è stato al centro di tante polemiche. Durante la trasmissione “Fontana di Trevi”, Giuseppe Pastore è intervenuto sul tema Ibrahimovic, analizzando a 360 gradi le strategie e le scelte del club rossonero rispetto alla comunicazione. Queste le parole di Pastore:

Su Zlatan Ibrahimovic: “Su Ibra sono state dette tante cose. Se la sua assenza era dovuta a un viaggio di lavoro, non mi sento di condannarlo. È vero che non era presente all’Olimpico contro la Lazio, ma c’erano dirigenti altrettanto importanti come Furlani o Moncada. Personalmente, dopo oltre un anno ancora non sono riuscito a stabile una gerarchia societaria chiara. Chi ha scelto l’allenatore? Il direttore sportivo o Ibra? Perché Ibra non è un dirigente del Milan, ma era lui ad accompagnare Fonseca e i nuovi acquisti, durante le conferenze stampa di presentazione”.

Sul modo di comunicare del Milan: “C’è un tema legato alle strategie comunicative scelte dalle proprietà americane. I casi di Milan e Roma sono emblematici. In Italia è rischioso non parlare e lasciare dei “vuoti”, perché nulla viene lasciato al caso. Sembra che le proprietà americane, ancora non abbiano piena contezza della complessità del discorso calcistico italiano. A maggior ragione in momenti difficili, quando non vinci, lasciare un eccessivo margine di chiarezza su un determinato argomento può essere rischioso, da un punto di vista comunicativo. È proprio nei momenti negativi che la società deve intervenire e far sentire il suo peso, perché poi, anche una piccola vittoria con il Venezia, aiuta a nascondere la polvere sotto il tappeto”.

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