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Pastore su Leao: “Non è da Pallone d’Oro, ma nemmeno da Serie A”

Nel recente episodio del podcast “Elastici,” condotto da Cronache di Spogliatoio, il giornalista de Il Foglio Giuseppe Pastore ha analizzato la situazione del Milan dopo la vittoria della squadra di Paulo Fonseca contro il Club Brugge. L’intervento di Pastore si è concentrato sul ruolo di Rafael Leao, sottolineando un momento cruciale nella carriera del giovane attaccante portoghese.

Pastore ha evidenziato come le ultime settimane siano state significative per Leao, caratterizzate da dichiarazioni enigmatiche rilasciate durante il suo tempo con la nazionale e messaggi sui social che riflettono una certa insicurezza: “Non si può piacere a tutti”. Questa frase, a detta del giornalista, apre la discussione su un tema importante: la normalità nel contesto del Milan.

Un nuovo equilibrio per Leao e il Milan

Nei tre anni precedenti, Leao è stato visto come un giocatore insostituibile, quasi un pilastro della squadra. Si parlava di una “Leao-dipendenza” del Milan, e in effetti, le sue prestazioni erano spesso decisive. Tuttavia, recenti partite come quella contro il Club Brugge e il derby, in cui Leao non ha brillato, stanno suggerendo un cambiamento. Nella vittoria contro l’Udinese, il portoghese non è nemmeno sceso in campo, dimostrando che il Milan ha la capacità di andare avanti anche senza di lui.

Pastore ha enfatizzato che questo momento rappresenta per Leao una grande opportunità per alleggerirsi del peso di dover sempre essere il protagonista. “Negli ultimi 21 match, Leao ha realizzato solo un gol tra club e nazionale,” ha commentato. “Questo dato non è da Pallone d’Oro, ma nemmeno da Serie A.” La consapevolezza che chi entra al suo posto possa essere altrettanto, se non più, decisivo potrebbe aiutarlo a trovare una nuova serenità.

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Pastore parla del cambiamento necessario per crescere

Il giornalista ha sottolineato l’importanza di un cambiamento mentale per Leao, in particolare ora che ha 25 anni e deve comprendere che la sua posizione non è più intoccabile. In squadre di alto livello come Liverpool, PSG o Juventus, ogni giocatore deve imparare a condividere il palcoscenico con altri talenti.

Pastore ha avvertito che, se Leao dovesse affrontare questa transizione con difficoltà, potrebbe danneggiare sia se stesso che la squadra. “Domani su tutti i giornali vedremo titoli come ‘Leao sbuffa’ o ‘Leao sorriso isterico in panchina’,” ha previsto, chiarendo che questo non è il punto centrale della questione.

Il successo di Leao dipenderà dalla sua capacità di sentirsi meno al centro dell’attenzione e di abbracciare il suo ruolo all’interno di una squadra ricca di campioni. Secondo Pastore, il talento portoghese ha tutte le carte in regola per eccellere: “Deve migliorare a livello tecnico e tattico nelle scelte. A livello fisico e nel dribbling è imprendibile.” Durante il primo tempo contro il Brugge, ha dimostrato la sua abilità facendo ammonire due avversari con una facilità sorprendente, evidenziando il suo potenziale per brillare a livelli di Champions League.

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