Dopo una stagione chiusa con una brusca frenata nel finale, la proprietà americana ha deciso di non limitarsi a qualche ritocco, ma di rifare profondamente la struttura del club. In un solo giorno sono arrivati gli addii di Giorgio Furlani, Igli Tare, Geoffrey Moncada e Massimiliano Allegri. Una scelta netta, accompagnata dalla volontà dichiarata di riportare il Milan a competere stabilmente ai vertici della Serie A.
Da quel momento è cominciato un Milan diverso, e soprattutto un Cardinale diverso. Se nei primi anni della gestione RedBird il proprietario era rimasto relativamente lontano dalla quotidianità rossonera, nel corso dell’estate ha scelto di entrare molto più direttamente nelle decisioni. Non soltanto una presenza nelle occasioni importanti, ma un ruolo operativo più marcato. Poi è arrivata la scelta più importante, quella che inevitabilmente avrebbe dato un’identità al nuovo corso: Ruben Amorim come nuovo tecnico. Il portoghese è stato scelto per costruire una squadra diversa, più intensa, più aggressiva e riconoscibile sul piano tattico.
LEGGI QUI – Dalla gestione di Modric alla lunga pausa nazionali: parla Amorim
È questo, forse, il cambiamento più evidente della nuova gestione: Cardinale ha deciso di metterci la faccia. La sua presenza è diventata una costante anche durante l’inizio del campionato, con il proprietario sempre più vicino alla squadra e alle partite. A settembre la sua presenza era ormai diventata una normalità, tanto da accompagnare il Milan nelle prime trasferte e nei momenti chiave della stagione.
Sulla vicenda è intervenuto anche Pato ai microfoni del Festival dello Sport. Di seguito le sue parole: “Nei giorni scorsi ho parlato con Cardinale, lui è convinto che il Milan tornerà a vincere. Non è facile, i tifosi vogliono vincere subito, ma sono sicuro che farà di tutto per riportare il Milan a vincere. Il Milan mi tocca sempre il cuore, giocare con Modric mi sarebbe piaciuto”
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok, YouTube e X
