Dopo settimane estenuanti di trattativa tra Milan e Salisburgo, Strahinja Pavlovic è ufficialmente un giocatore del Milan con un contratto fino a Giugno 2028. Il difensore serbo andrà ad arricchire un reparto difensivo che ha mostrato evidenti lacune nella scorsa stagione e che deve ritrovare solidità e sicurezza. Ma che tipo di apporto può dare l’ex Salisburgo alla difesa rossonera e soprattutto come si incastrerà nella filosofia di gioco di Fonseca?
Classe 2001, 194 cm di altezza, piede mancino. Queste le generalità del calciatore. Andando ad analizzare la fase di non possesso, fondamentale per un difensore centrale, si trovano subito i punti forti del giocatore e le motivazioni che hanno spinto la dirigenza del Milan a chiudere l’affare. Abile nell’ 1vs1, dominatore d’area sulle palle alte sia in fase difensiva che offensiva, Pavlovic si attesta come un ottimo stopper. La sua caratteristica migliore è senza dubbio l’anticipo alto con annesso recupero palla, aspetto fondamentale nel calcio di Fonseca, con il quale riesce a ribaltare velocemente il fronte e a trasformare l’azione da difensiva ad offensiva.

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La fase di possesso vede Pavlovic andare un po’ più in difficoltà, non essendo molto abile con i piedi in fase di impostazione come testimonia il dato dell’80% di passaggi riusciti nella scorsa stagione. Da tenere d’occhio anche l‘aspetto disciplinare, dato che il serbo nelle ultime due stagioni in Austria ha collezionato 10 ammonizioni per campionato.
Interessante può essere il connubio con Fikayo Tomori, difensore che fa dei suoi aspetti principali la velocità e la copertura della profondità alle sue spalle, caratteristiche perfettamente complementari con quelle di Pavlovic.
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