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Pellegatti svela il futuro di Galliani: “Tornerà al Milan solo in un caso”

galliani

Carlo Pellegatti è tornato a parlare del Milan e, questa volta, il focus è su Adriano Galliani. In un recente video su YouTube, il giornalista rossonero ha analizzato la situazione dell’ex amministratore delegato e ha spiegato quali condizioni renderebbero possibile un suo clamoroso ritorno in rossonero.

Galliani in stand-by: cosa blocca il suo ritorno al Milan

Secondo Pellegatti, Galliani sarebbe pronto a rientrare nel mondo Milan solo quando il fondo Elliott avrà definitivamente chiuso ogni rapporto con il club. Fino a quel momento, qualsiasi scenario di ritorno è da considerarsi “impossibile”.

Il nodo centrale riguarda il credito che Elliott detiene nei confronti della società. Finché questo legame economico rimarrà attivo, il fondo continuerà ad avere uomini di riferimento e figure di controllo interne al club, un contesto che, secondo Pellegatti, non è compatibile con un ritorno dell’ex dirigente.

Il passaggio chiave: la chiusura del credito

Pellegatti lo spiega così:

“Adriano Galliani è lì in stand-by. Nel momento in cui Cardinale, o un altro fondo o società, rileveranno il credito di Elliott… allora Elliott chiuderà i rapporti con il Milan e Galliani arriverebbe il giorno dopo.

Galliani non viene ora, e anche giustamente, perché ci sono gli uomini di Elliott. Quando Elliott lascerà il Milan, si cambierà tutto e Galliani arriverà.”

Pellegatti
Pellegatti

Una posizione chiara: serve solo attendere. I tempi? Totalmente incerti. Potrebbe accadere tra un mese, tre mesi o addirittura un anno. Nessuno, al momento, ha una data.

Galliani, cuore rossonero

Nonostante l’impossibilità di un ritorno immediato, Pellegatti sottolinea un aspetto importante: Galliani non ha mai smesso di tifare Milan e di essere emotivamente legato a ciò che il club rappresenta.

E aggiunge una considerazione pungente:

“Notiamo che ovunque vengono invitate persone del Milan che fu, quello vincente, e mai persone di questa società.”

Una frase che, tra le righe, evidenzia un certo distacco tra la vecchia dirigenza vincente e l’attuale gestione.

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