Nel suo canale YouTube, Carlo Pellegatti è tornato a parlare delle critiche sempre più frequenti rivolte a Massimiliano Allegri. Un tema che, nelle ultime settimane, sta dividendo il mondo rossonero: da una parte chi guarda alla classifica, dall’altra chi pretende un gioco più spettacolare. E nel mezzo, un Milan secondo in campionato, a otto punti dall’Inter.
Il noto giornalista rossonero non usa giri di parole e parla apertamente di una “moda radical chic” che si starebbe diffondendo tra i tifosi: quella di criticare il gioco di Allegri anche quando i risultati danno ragione all’allenatore.
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“Oggi invece di essere tutti uniti vicino al nostro Milan, vicini al loro allenatore, no. Fa moda dire che non piace il gioco di Allegri. Sì, abbiamo tanti punti, ma il gioco non ci soddisfa. Vorremmo qualcosa di più spumeggiante. Intanto però il Milan è secondo, a otto punti dall’Inter”.
Il riferimento è chiaro: mentre i rossoneri restano pienamente in corsa, una parte dell’ambiente continua a sottolineare ciò che non funziona dal punto di vista estetico, piuttosto che compatta sostenere squadra e tecnico in un momento decisivo della stagione.
Pellegatti utilizza anche una metafora significativa, richiamando i “polli di Renzo”: “Noi siamo qui, compagni di avventura in questa lotta contro la corazzata Inter, e invece di essere uniti distinguiamo, ci dividiamo. Una cosa incomprensibile”.
Il tema dell’unità diventa centrale nel suo intervento. Per il giornalista, il Milan è in piena battaglia contro un’Inter definita “corazzata”, reduce dalla vittoria contro la Juventus in una partita che ha fatto discutere anche per gli episodi arbitrali.

Proprio su Inter-Juve Pellegatti si sofferma brevemente, sottolineando come la gara sia stata “condizionata” dall’arbitraggio di Federico La Penna, citando il giallo ritenuto eccessivo e l’episodio che ha coinvolto Bastoni. Un match che ha scatenato le proteste della dirigenza bianconera, con Comolli e Chiellini in prima linea.
“Qualcuno dice: hai visto i dirigenti della Juve che vanno a protestare? E i nostri? Ma per andare a protestare bisogna esserci”.
Un passaggio che apre anche a una riflessione sul peso politico e sulla presenza societaria nei momenti chiave della stagione. In un campionato ancora aperto, dove ogni episodio può spostare equilibri e tensioni, Pellegatti invita l’ambiente rossonero a compattarsi.
Il messaggio è uno: meno divisioni interne sul “bel gioco” e più sostegno concreto a una squadra che, numeri alla mano, è pienamente dentro la lotta Scudetto.
Perché, al di là dello stile, la classifica racconta una realtà precisa: il Milan c’è. E per restarci, secondo Pellegatti, serve compattezza totale.
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