Tutto si può dire della partita del Milan, dai giocatori confusi a livello mentale e fisico e lo stesso si può dire di Amorim.
L’allenatore portoghese non è riuscito a leggere la partita come avrebbe potuto per vari motivi. Dalla panchina corta, alla richiesta di mantenere freschi certi giocatori per la trasferta imminente contro un’Udinese alla disperata ricerca di rivalsa dopo un sonoro 3-0 nelle mura amiche.
Avversario che negli anni ha messo spesso e volentieri in difficoltà i rossoneri, infatti le ultime 5 partite a Udine si sono concluse con 3 vittorie rossoneri, un pareggio ed una sconfitta.
Vittorie arrivate grazie ad una squadra che aveva le idee chiare di come giocarsela contro un avversario ostico che ha il disperato bisogno di ritrovarsi. Questo Milan si può dire tutt’altro che sereno con le idee chiare, sopratutto se si mettono a confronto solo le ultime due partite.
Da una parte un Milan bello, propositivo e dominante per un’ora contro l’Atalanta, salvato sul finale da Maignan salvando il possibile 3-3 su tiro di Zappacosta. Dall’altra una squadra che non si sa neanche se sia scesa dall’aeroplano contro un Bournemouth che ha surclassato in tutti i sensi i rossoneri.
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Ad un certo punto Amorim ha sperato di riprendere la partita, vedendo il risultato bloccato sul 2-0 e dunque ha deciso di inserire nel secondo tempo i titolari, Rabiot e Bartesaghi.
Scelta non condivisa da Carlo Pellegatti che ha commentato in questo modo la scelta di Amorim sul suo canale YouTube:
“Nelle mie pagelle il voto più basso è 5 e do 5 ad Amorim. Ha mandato un messaggio sbagliato alla squadra schierando una formazione inedita, a cui non è riuscito a dare i giusti stimoli e a sentire anche le voci a caldo, non siamo mai davvero entrati in campo”.
“Poi quella mossa di far entrare Rabiot meriterebbe persino un voto più basso. Ma ripeto, per principio il voto più basso che do è 5, anche se l’ingresso di Rabiot mi ha fatto davvero impazzire”.
“Un rischio del tutto inutile! Vedremo cosa ci riserverà il futuro in Europa League. Ora pensiamo al campionato e alla trasferta di Udine, ma c’è tantissimo da lavorare su questo Milan”.
“Siamo scesi così in basso che per risalire sarà veramente dura, e forse non basteranno soltanto i grandi acquisti sul mercato”.
“Servono personalità, mentalità e la voglia feroce di tornare a essere protagonisti in Europa. Siamo molto indietro, care amiche e cari amici”
“Purtroppo vedo che continuiamo, se mai è possibile, a scivolare verso livelli ancora più bassi. È incredibile, ed è estremamente triste”.
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