Giugno 2019. Il Milan si appresta a vivere l’ennesima estate di rivoluzioni. Dopo le dimissioni di Leonardo, Gazidis decide di puntare sul trio Maldini-Boban-Massara per il nuovo corso sportivo rossonero. È Giampaolo, invece, il prescelto dalla dirigenza per guidare la squadra in campo.
Il primo mercato del nuovo Milan è nettamente orientato al contenimento dei costi: si punta su giovani scommesse. Ed è così che arrivano Bennacer e Krunic da un Empoli retrocesso, un centrale brasiliano con buone prospettive, Duarte, un terzino ventunenne dal Real Madrid, Theo Hernandez, che di qualità pare averne davvero tanta. Di testa, si dice, un po’ meno. Poi c’è lo scambio André Silva-Rebic, con il croato dell’Eintracht che torna in Italia dopo le infruttuose esperienze alla Fiorentina e al Verona. Arriva infine un giovane portoghese di appena 20 anni, che al Lille ha già saputo mettersi in mostra. Si chiama Rafael Leao.
È il colpo più oneroso dell’estate: i rossoneri investono per lui circa 30 milioni di euro. Sembra un gran talento, anche se in Francia vive un po’ all’ombra del fratello maggiore Pépé, che nella stagione 18/19 mette a referto 23 gol e 12 assist in 41 partite, tanto che l’Arsenal deve sborsare 80 milioni di euro per strapparlo al Lille.
Leao – che, ricordiamo, ha vent’anni – non ha ancora avuto modo di indossare la maglia rossonera neanche una volta, ma già si parla di soldi buttati. “Abbiamo comprato quello sbagliato del Lille. Quello da prendere era l’altro, Pepe, Pep o come si chiama…insomma, lui. A questo punto mi tenevo Cutrone“. È questo il tormentone dell’estate rossonera.
Adesso, senza dilungarci troppo su ciò che poi “quello sbagliato” avrebbe combinato con la maglia del Milan nelle successive quattro stagioni – tanto lo sappiamo tutti – tutto questo lungo preambolo era solo per dire che, mentre Cutrone segna a fatica in B con il Como, ieri Pépé, “quello giusto“, ha firmato il suo nuovo contratto con il Trazbonspor, in Turchia. È arrivato a zero dall’Arsenal dopo quattro stagioni (di cui una in prestito al Nizza) di davvero pochi up e tanti down. In Inghilterra è ricordato come uno dei flop più onerosi della storia della Premier League.
È la lezione più vecchia del mondo: un libro non si giudica mai dalla copertina.

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