Matteo Pessina, capitano e icona del Monza, si è raccontato nelle colonne di Tuttosport e si è soffermato anche sul Milan.
Queste le sue parole: “Si sono legate tante cose in questi anni, a partire dai trentamila euro che il Milan versò al Monza quando ero ancora un ragazzo per far sì che il curatore fallimentare riuscisse a pagare gli stipendi dei magazzinieri, della segreteria, gente che non prendeva i soldi da mesi. È stato un gesto d’amore di Galliani, che allora era amministratore delegato dei rossoneri, per il suo Monza perché avrebbe anche potuto prendermi a zero“
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“Il dottore è stato fondamentale nella mia scelta perché è una persona di cui mi fido: nel calcio ne ho viste tante di persone di tutt’altra pasta, pure qui quando avevo 16-17 anni. Lui se ti dice una cosa è quella, se ha dei progetti vuole farli davvero e non ti racconta certe cose solo per provare a intortarti“.
Sul rammarico: “Lui mi prese al club di Milano perché vedeva in me delle grandi doti. Quando il club è stato venduto, subito fecero uno scambio più soldi con l’Atalanta per Conti e a Galliani questa cosa ancora non va giù perché mi avrebbe tenuto lì. Se Berlusconi e Galliani fossero ancora al Milan, oggi sarei a Milanello con loro“

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