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Prosegue la contestazione contro RedBird: lo striscione (Foto)

Cardinale

Non si respira una buona aria dalle parti della Milano rossonera. Non si parla tanto dei risultati, bensì della situazione societaria. Da qualche settimana, infatti, la Curva Sud Milano ha fatto partire una contestazione contro la proprietà del Milan che fa a capo a Gerry Cardinale, nonché patron di RedBird. Diversi esponenti del club di via Aldo Rossi, oltre l’americano, sono sul banco degli imputati. Si parla del CEO Giorgio Furlani, del direttore tecnico Geoffrey Moncada e per finire del senior advisor della società statunitense, Zlatan Ibrahimovic. Il Diavolo è all’ottavo posto della classifica di Serie A, ormai fuori dai discorsi per la lotta Scudetto. Al 21 gennaio 2025, inoltre, la dirigenza rossonera non ha ancora concluso un acquisto, nonostante diversi giocatori siano saturi per via dei tanti impegni ravvicinati.

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Nella giornata di oggi, all’ingresso di Milano sul ponte del Ghisallo, un punto non molto distante da Casa Milan, è stato esposto uno striscione in cui si legge: “#SAVEACMILAN #REDBIRDOUT”. La proprietà, ormai, non è più la benvenuta al Milan per i sostenitori. L’unico modo che RedBird ha per riguadagnarsi la fiducia e non perderci in termini economici oltre che sportivi, è quello di investire.

A livello finanziario, la società ha svolto un ottimo lavoro, riportando il bilancio in positivo dopo diversi anni. Ciò, però, non vuol dire obbligatoriamente che si debba mettere dei limiti. Il club rossonero, infatti, non ha più i paletti imposti dal Fair Play Finanziario. Sono diversi i ruoli da rinforzare per proseguire al meglio una stagione che fino a questo punto è stata altalenante. Anche se a gennaio la sessione di mercato è più complicata da affrontare, i supporter si aspettano perlomeno uno sforzo per cercare di salvare questa annata.

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