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Pulisic come Van Basten? Giovanni Galli non ha dubbi!

In un Milan alla costante ricerca di un goleador, a prenderne le vesti è il ragazzo con la maglia numero 11, Christian Pulisic.

In molti al suo arrivo non avrebbero scommesso una lira, dopo l’ultimo periodo negativo in maglia blues. L’atteggiamento del ragazzo disse altro, già dalla scelta del numero di maglia. Dopo il ritiro dal calcio giocato di Zlatan Ibrahimovic, in molti si sono chiesti chi sarebbe stato il giocatore a ereditare la maglia numero 11. La risposta non si è fatta attendere, arrivato per 20 milioni al Milan, Pulisic non ha titubato e ha scelto il numero dell’ex punta svedese.

Se la pressione poteva surclassare il classe 98′, le prestazioni soffiavano dalla sua parte. La prima stagione in rossonero ha superato ogni più rosea aspettativa: 50 presenze 15 gol e 11 assist. Numeri che non appartengono ad un giocatore spesso infortunato e scostante, almeno quello visto nell’ultimo anno inglese.

Tornando al presente, il Milan è andato alla ricerca di un attaccante che potesse catalizzare ogni occasione buona, in una squadra alla ricerca del cinismo sotto la guida di Max Allegri. L’equilibro che vada oltre la confusione tattica vista con Pioli, Fonseca e Conceicao. La “punta” goleador in questo Milan l’ha già in casa da tre stagioni, Christian Pulisic.

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Il giocatore statunitense infatti ha il rapporto tiri verso la porta gol del 50%, 14 le conclusioni 7 le reti. Statistica che dimostra il cinismo quando c’è da buttare la palla in rete. A confermare il gran periodo di forma è l’ex portiere e leggenda rossonera Giovanni Galli. Intervistato nel canale YouTube di Carlo Pellegatti, si è sbilanciato sul paragone tra il miglior marcatore stagionale del Milan, ed il cigno di Utrecht, Marco Van Basten:

Il gol di Pulisic al Torino ricordava un po’ le movenze di van Basten in area?


“La velocità di esecuzione, la differenza è che Pulisic è un giocatore tutto offensivo. Puoi farlo giocare ovunque, sa interpretare il ruolo ed è rapido nelle scelte”.

Marco era un talento, baciato sulla fronte dal Signore. Non ce ne sono stati tanti, Pulisic sta diventando un cecchino come lo era Marco nelle esecuzioni in ara di rigore. Ma anche se la forma è simile, uno era un panettone e l’altro è pandoro“.

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