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Tre punte per un posto, chi è più adatto al 3-4-3 di Conceiçao?

conceicao

Il 3-4-3 varato da Sergio Conceiçao ha riscosso sin da subito enorme successo all’interno del mondo milanista. La corsia di sinistra con Pavlovic, Theo e Leao viene esaltata, c’è più equilibrio grazie alla presenza di un centrale in più, insomma, nel complesso pare che la squadra sia messa meglio in campo. Il dilemma resta sulla scelta della punta. Tra Gimenez, Abraham e Jovic, chi si adatta meglio al modulo del tecnico portoghese? Proviamo ad analizzare la situazione insieme.

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Contro l’Udinese Conceiçao ha chiesto a Jovic (e poi ad Abraham) di svariare su tutto il fronte offensivo, indietreggiando a volte sulla linea dei centrocampisti o allargandosi addirittura sulla fascia. Questo con l’intento di lasciare lo spazio per gli inserimenti dei centrocampisti (Reijnders, Theo e Jimenez) o direttamente di Leao, che spesso agiva in una posizione leggermente più accentrata. Questa interpretazione della punta dunque rischia di sfavorire un interprete come Santiago Gimenez, specializzato all’interno dell’area di rigore e che non ha nella capacità di raccordare il gioco la propria specialità. Non dobbiamo comunque dimenticarci che Gimenez è ancora giovane e questi aspetti tecnici si possono assolutamente migliorare con l’età. Inoltre il Bebote sembra muoversi abbastanza bene nell’attacco dello spazio in campo aperto, una situazione di gioco che il Milan potrebbe creare maggiormente con il 3-4-3.

Giménez
Santiago Giménez

Abraham sulla carta potrebbe essere l’attaccante più completo dei tre e più adatto al gioco di Conceiçao. Sa giocare bene spalle alla porta e sa come servire i compagni in profondità, i sette assist stagionali lo testimoniano. È abile nell’attaccare lo spazio grazie alle sue lunghe leve ed è abbastanza pericoloso anche sulle palle alte. Quest’anno gli è mancato un po’ il killer instinct sotto porta, altrimenti la sua stagione sarebbe stata straordinaria. Ma non dimentichiamoci che alla sua prima annata con la maglia della Roma, Abraham segnò 27 gol, non un dato da sottovalutare.

Poi c’è Jovic. Luka è molto abile tecnicamente, anche se rispetto agli altri due manca un po’ di fisicità nella protezione del pallone. Sa bene come muoversi lontano dalla porta, però si esalta con un’altra punta al suo fianco. Jovic sotto porta è molto freddo, ma è forse il più inaffidabile per quanto riguarda la continuità di rendimento. Utilizzarlo come unica punta rischia di isolarlo eccessivamente dal gioco, non permettendogli di toccare molti palloni.

Insomma tutti gli attaccanti in questione ovviamente presentano pregi e difetti. Ad oggi la soluzione migliore è probabilmente rappresentata da Tammy Abraham, forse l’attaccante più completo dei tre, soprattutto se in fiducia in fase realizzativa. Vedremo quale sarà la scelta di Conceiçao contro l’Atalanta.

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