Napoli-Milan rappresenta ovviamente una sfida cruciale per l’ambizione tricolore delle due squadre. Considerando il già importante gap dell’Inter in classifica, chi non uscirà vincente dallo scontro diretto del Maradona potrà sicuramente dire addio alle speranze scudetto. In partite di questo genere spesso sono i leader a fare la differenza anche con giocate isolate dal contesto, ma che alla fine fanno la differenza.
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È inevitabile dunque che il focus finisca sull’affascinante sfida a centrocampo che vedrà protagonisti Adrien Rabiot e Scott McTominay. Si è parlato tanto negli ultimi giorni dell’importanza del francese all’interno dello scacchiere tattico del Milan. Con Rabiot in campo il Milan ha una andamento superiore ai 2,3 punti a partita, cifre da scudetto, mentre nelle nove gare senza di lui la media scende ad 1,4. La Gazzetta dello Sport fa notare come la presenza di Rabiot faccia la differenza in tanti piccoli aspetti: la squadra è ovviamente più pericolosa in zona gol (4 gol e 5 assist), ha maggiore fisicità e proprietà tecnica, ha più personalità (Rabiot nonostante i soli 31 anni ha già tantissima esperienza sulle spalle), e inoltre con lui in campo la squadra risponde meglio agli ordini di Allegri, che vede in Rabiot una specie di suo vice in campo.
Dall’altro lato del campo l’importanza di McTominay è così evidente che sembra quasi banale parlarne. L’mvp dello scorso campionato è anche un vero e proprio talismano di Antonio Conte. Nelle 16 partite in cui è andato a segno, il Napoli non ha mai perso, ottenendo ben 12 vittorie e 4 pareggi. Il Milan è una delle poche vittime che gli mancano, e lo scozzese sicuramente non vorrà perdere l’occasione settimana prossima.
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