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Rakitic esalta Modric: “Ecco cosa mi racconta del Milan”

C’è tanto Milan

nell’intervista rilasciata da Ivan Rakitic alla Gazzetta dello Sport, disponibile questa mattina tra le pagine della rosea. Con Modric l’ex centrocampista del Barcellona ha condiviso per anni lo spogliatoio in nazionale, raggiungendo i più grandi successi sportivi del calcio croato. Oggi, racconta al quotidiano milanese, è contento di veder brillare il suo ex compagno ed amico ad altissimi livelli, nonostante l’età avanzata. Di seguito alcuni passaggi delle sue dichiarazioni.

Su com’è Luka nello spogliatoio

«Non è un uomo da discorsi frequenti ma, quando parla, è bene stare molto attenti. Parla in modo serio, concreto, non grida mai ma dà indicazioni chiare. Gli piacciono gli scherzi però, quando si fa sul serio, è molto concentrato e cura tutti i dettagli».

Vi sentite spesso? Che cosa dice del Milan?

«Ci siamo sentiti ieri. Luka è molto contento, mi ha invitato a Milano, dice che il calcio è molto diverso rispetto alla Spagna ma si trova benissimo. È molto felice dei compagni e della vita in Italia: la sua famiglia si sta godendo questo nuovo capitolo e per noi calciatori la famiglia è sempre molto importante. Luka per tutto questo deve ringraziare Igli Tare: è stato lui a portarlo al Milan».

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Che effetto fa vederlo a 40 anni con una maglia rossonera?

«Io pensavo avrebbe finito al Real ma, come amico e fratello, vederlo al Milan mi dà una grandissima allegria. Celebrerò tutte le sue vittorie, personali e di squadra, come se fossero mie».

Una spiegazione da esperto: come è possibile che Modric a 40 anni sia il giocatore più importante del Milan?

«Bisogna capire che Luka è totalmente diverso dagli altri per il suo modo di vivere e lavorare. Il calcio oggi è più giovane che in passato, ma dà la possibilità a chi lavora molto bene – solo a chi lavora molto bene – di prolungare la carriera. A Luka piace la sua professione, lui vive per il calcio e fa tutto bene».

Modric vincerà subito lo scudetto al Milan?

«Sì, è possibile ma si deciderà a marzo. A me piacciono le squadre che crescono durante l’anno: non devi essere al top a novembre o febbraio, ma in primavera. Se i giocatori lo faranno, con un allenatore come Allegri che ha vinto tutto, potranno vincere».

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