Il rigore non concesso al Milan, accompagnato dall’espulsione di Allegri, per il fallo di Lucumí su Nkunku nei minuti finali della sfida contro il Bologna, non ha avuto effetti sul risultato, ma ha scatenato la rabbia della società rossonera. La dirigenza di via Aldo Rossi non intende far passare l’errore sottotraccia.
Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, accettata senza polemiche la giornata di squalifica inflitta a Massimiliano Allegri e apprezzata la presa di posizione del presidente FIGC Gabriele Gravina in merito all’errore arbitrale, l’amministratore delegato del Milan Giorgio Furlani ha deciso di confrontarsi direttamente – telefonicamente – sia con Gravina sia con Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A.
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Le conseguenze per Var e arbitro
Entrambi i vertici del calcio italiano hanno riconosciuto l’errore. Gravina lo ha fatto anche pubblicamente, mentre l’addetto al VAR della gara di San Siro, il signor Fabbri, è stato sospeso per un paio di giornate. Diverso il trattamento per Marcenaro, ritenuto meno responsabile: per lui sarà sufficiente un turno di riposo nella quarta giornata di campionato, considerando che il fallo di Lucumí su Nkunku era già chiaramente sanzionabile dall’arbitro in campo.
Come scrive Calcio e Finanza, si tratta di un approccio inedito per il Milan, che in passato raramente si era rivolto direttamente alle istituzioni calcistiche in casi simili. Stavolta, pur mantenendo toni costruttivi e collaborativi, la società ha chiesto con forza il rispetto dell’equità e della regolarità della competizione, oltre alla tutela della propria squadra.
Le multe a Milan ed Allegri
A pagare, però, è stato il Milan in tutti i sensi. Massimiliano Allegri infatti ha ricevuto un’ammenda di 5000 euro: “per avere, al 45° del secondo tempo, criticato in modo irrispettoso l’operato del VAR, dopo la notifica del provvedimento di espulsione contestava in maniera plateale il Quarto Ufficiale; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale”.
Mentre per il Milan: ” Ammenda di € 5.000,00: alla Soc. MILAN a titolo di responsabilità oggettiva, per avere ingiustificatamente ritardato di circa quattro minuti l’inizio del primo tempo“.
